La rivolta degli ambulanti «Siamo i più discriminati»

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Prosegue nel cuore della città la manifestazione di protesta “Tende in piazza” I commercianti che lavorano all’aperto: «Perché fanno chiudere anche noi?» di Andrea Massidda

01 Maggio 2021

wSASSARI. Nell’esercito di commercianti rimasto travolto dalla guerra alla pandemia, loro si sentono – giusto per stare nella metafora bellica – il reggimento più colpito e discriminato. Non fosse altro perché, in quanto venditori ambulanti, per definizione lavorano all’aperto, quindi in una situazione ambientale molto meno favorevole alla diffusione del virus, stando agli stessi esperti. E tuttavia, per quanto il rischio di contagi sia evidentemente basso, nei decreti e nelle ordinanze finiscono sempre in cima alla lista di chi deve tenere chiusa l’attività. Anche per questo motivo gli esercenti sardi che per mestiere hanno scelto di non avere un negozio fisso sono scesi in piazza (nel caso specifico in piazza d’Italia) per partecipare alla “tre giorni” di protesta con le tende da campeggio messe su davanti al palazzo che ospita la sede della Prefettura. «Dopo più di un anno di enormi sacrifici – dice Maddalena Battino, segretaria regionale del sindacato Ana Ugl – ci ritroviamo ancora a combattere contro le chiusure che stanno portando allo stremo la nostra categoria. E per di più chi ci impedisce di lavorare con estrema disinvoltura interviene con ristori del tutto inadeguati e senza nemmeno porsi il problema di come possiamo andare avanti in questa situazione assurda. Ci chiediamo come mai – continua la sindacalista – noi dobbiamo restare chiusi quando persino l’Istituto superiore di sanità dice chiaramente che all’aperto l’indice di trasmissione del virus è dello 0,1 per cento. E come se non bastasse è sotto gli occhi di tutti che la grande distribuzione s’ingrassa all’interno degli ipermercati e i mezzi pubblici o gli aerei sono strapieni. Qualcuno ci deve spiegare perché a noi ambulanti viene riservato questo trattamento, considerato oltretutto che soltanto in Sardegna si contano 6.341 imprese ambulanti».Intanto la manifestazione “Tende in piazza”, che ovviamente coinvolge tutte le categorie di esercenti, prosegue con clamore nazionale. Ieri, tanto per fare un esempio, sono stati addirittura sei i collegamenti in diretta con il seguitissimo programma del mattino “L’aria che tira”, condotto su La7 dalla giornalista Myrta Merlino. E in studio, a commentare la protesta di Sassari c’erano parlamentari, epidemiologi e direttori di quotidiani. «Uno degli obiettivi che c’eravamo posti prima di organizzare questa manifestazione così particolare – commenta Giuseppe Fadda, uno dei promotori dell’iniziativa – era proprio quello di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul dramma che stiamo vivendo da quattordici mesi. E devo dire che l’idea di montare le tende nel cuore di Sassari ha funzionato». Un’azione pacifica e nel rispetto delle regole. «È così – ammette Daniele Piseddu, anche lui organizzatore – ma ora la nostra pazienza sta per finire».

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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