Caso quote Torres rito ordinario per l’ex presidente

0
3

Tre imputati nell’inchiesta per tentata estorsione e rapina Abbreviato per vice presidente ed ex segretaria dei rossoblùdi Nadia Cossu

01 Maggio 2021

SASSARI. Si dividono le strade processuali dei tre imputati Daniele Piraino, Antonio Carboni e Rira Marras finiti sotto inchiesta (i reati contestati sono concorso in tentata estorsione e rapina) per ciò che accadde il 30 novembre del 2016 nella sede della Torres calcio, a Sassari, nell’ambito del travagliato passaggio delle quote societarie.Piraino, 59 anni, originario di Palermo ma residente a Castelsardo, presidente della Torres calcio nel 2016, e l’ex segretaria della società Rita Marras (difesi rispettivamente dagli avvocati Elias Vacca e Carlo Pinna Parpaglia) hanno scelto di affrontare l’eventuale processo a loro carico con il rito ordinario. A settembre è prevista la discussione dell’udienza preliminare al termine della quale il gup Antonello Spanu deciderà sul rinvio a giudizio. Intanto ieri l’avvocato Vacca ha prodotto la denuncia presentata nel 2017 da Piraino in Procura nella quale portava a conoscenza della magistratura le irregolarità contabili che aveva trovato nei bilanci della società. Anomalie che si riferivano alle precedenti gestioni e per le quali c’è un procedimento pendente.Per il terzo imputato, ossia il vice presidente in carica Antonio Carboni (difeso dall’avvocato Agostinangelo Marras), il gup ha ammesso il rito abbreviato condizionato all’audizione dell’attuale presidente della Torres, Salvatore Sechi. Si discuterà a giugno. L’inchiesta era partita dopo la denuncia dell’imprenditore romano Andrea Baeli che aveva raccontato alla polizia di essere stato aggredito e costretto da un gruppo di tifosi rossoblù a stracciare gli accordi firmati con Daniele Piraino all’interno della sede della società sassarese il 30 novembre di cinque anni fa. Inizialmente era finito tra gli indagati anche l’attuale presidente Salvatore Sechi. Ma la sua posizione è stata archiviata, considerato che non era presente in sede nel momento in cui avvennero i fatti contestati. Piraino – che secondo l’accusa avrebbe attirato Baeli in una trappola fomentando il gruppo di tifosi che misero spalle al muro l’imprenditore romano e gli portarono via il cellulare – aveva chiesto di essere sottoposto a esame e nelle ultime due udienze ha raccontato al gup come si arrivò a quel giorno. Partendo dal momento in cui decise di rilevare la Torres da Domenico Capitani. «Volevo fare il salto dalle giovanili e prendere la prima squadra». Quindi gli accordi con il presidente e la prima riunione a Latina dove, insieme a Capitani, era presente proprio Baeli. «Lo conobbi quel giorno». E lì sarebbero cominciati i guai. Piraino ha infatti spiegato di aver scoperto, ad accordi già fatti, che i debiti della società erano ben più “pesanti” di quanto a lui era stato riferito.

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

#Sassari #lanuovasardegna #cronaca #vivisassari

RISPONDI

Inserisci il commento
Inserisci il tuo nome