Lido Iride tra ruspe e speranze

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Ieri primo giorno dei lavori: scompare un simbolo del passato per far posto a un nuovo stabilimento di Roberto Sanna

28 Aprile 2021

SORSO. Il primo colpo di benna è stato assestato poco prima delle 11 ma è stato sufficiente appoggiare il braccio della ruspa per vedere sbriciolarsi quel che restava delle cabine. Il Lido Iride del commendator Pani, nato negli anni Cinquanta, dismesso nel 1987, ha perso la sua battaglia contro le intemperie, l’incuria, gli anni che sono trascorsi inesorabilmente senza che nessuno abbia provato ad arrestare in qualche modo il degrado. Caduto diversi anni fa il vincolo della Soprintendenza, la strada imboccata è stata quella demolizione dopo una serie di bandi sempre andati a vuoto. Al suo posto sorgerà un moderno stabilimento, progettato sulla scia del vecchio: 800 ombrelloni, ristorante, bar, servizi accessori, uno spazio per i concerti, parcheggi, anche venti posti letto, lavoro per 70 persone, l’idea di riuscire a rilanciare stagione estiva e turismo anche in questo tratto di costa. Tutto sotto l’ala protettrice della legge della legge 42 del 2004. Significa che 5.000 metri cubi verranno demoliti e altrettanti ricostruiti, anche se “spalmati” in maniera diversa: le cabine, in particolare, considerate non più funzionali agli attuali standard degli stabilimenti balneari, non ci saranno più. Resta il rimpianto per un pezzo di storia, l’ennesimo, che se ne va: in 34 anni qualcosa di meglio delle ruspe forse si poteva trovare.Ieri mattina, davanti ai ruderi del Lido Iride, la conferenza stampa ufficiale di presentazione dei lavori. «È una giornata che definirei storica – ha detto il sindaco di Sorso Fabrizio Demelas –. Dopo quasi 40 anni di agonia si interrompe il declino di questo sito e con orgoglio dico anche che questo era un obiettivo fondamentale nel programma di questa amministrazione, per il rilancio non solo di Platamona ma dell’intera fascia costiera e del nostro territorio. E a mio modo di vedere è anche la dimostrazione del fatto che quando la volontà politica, le energie e gli investimenti privati degli imprenditori si incontrano e dialogano facendo ciascuno la propria parte, i territori traggono grandi benefici».«Aspettavo questo giorno da ventuno anni» ha aggiunto il consigliere regionale dell’Udc-Cambiamo!-Italia Viva Antonello Peru, che ha poi ripercorso il cammino burocratico di una storia che ha vissuto anche momenti di grande scontro con gli ambientalisti: «Dal 2000, come consigliere comunale e assessore all’Urbanistica del Comune di Sorso, ho seguito le vicende di questa struttura che allora non si riusciva in nessun modo a far ripartire a causa di un vincolo storico architettonico, quello della legge 42 del 2004, freno e blocco a un patrimonio non poteva essere riqualificato ma solo, secondo la norma, conservato. Tutte le gare per l’affidamento della ristrutturazione sono sistematicamente andate deserte o risultate antieconomiche per gli aggiudicatari, solo una volta ci fu un tentativo fatto dal Soccorso Sardo che però gettò subito la spugna. Nel 2011 da consigliere regionale organizzai proprio qui al Lido Iride la Commissione Urbanistica regionale, che in quella occasione approvò una risoluzione grazie alla quale poi vennero stanziati 9 milioni di euro di fondi regionali per la progettazione degli interventi di riqualificazione di tutta la fascia costiera. Con quel finanziamento convincemmo il direttore regionale della Soprintendenza ai Beni Culturali a sottoscrivere l’eliminazione del vincolo storico architettonico su un bene che in modo evidente era in stato di degrado, non era più funzionale e, soprattutto, non poteva essere riqualificato su quella struttura».

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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