In Piazza d’Italia la protesta degli esercenti sassaresi

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Centinaia di tende e di persone occuperanno per tre giorni il cuore della città nell´appuntamento promosso dalle 18 di domani alle 18 di venerdì dal Comitato “Tende in piazza”: «Stremati dalle restrizioni dettate dall’emergenza Covid, chiediamo attenzione e supporto. Chiediamo di poter tornare a lavorare in sicurezza dopo quattordici mesi di sacrifici e difficoltà»

SASSARI – L’appuntamento è fissato per domani, mercoledì 28 aprile, a Sassari, in Piazza d’Italia (promotore il comitato “Tende in Piazza”) nella giornata in cui l’Isola e i sardi celebrano “Sa Die de sa Sardigna”. A partire dalle 18 (e così sarà per le settantadue ore successive), titolari, dipendenti, staff e professionisti operanti nei circuiti di filiera ricollegabili alle attività coinvolte scenderanno in piazza e occuperanno stabilmente lo spazio con decine di tende da campeggio, protagonisti di una civile e pacifica protesta immaginata per catalizzare l’attenzione sulle difficoltà generate dalle restrizioni conseguenti all’emergenza sanitaria. La manifestazione è stata concordata con Questura e Amministrazione comunale.
«Abbiamo atteso a lungo, perché comprendiamo la situazione e capiamo l’esigenza di stabilire, almeno inizialmente, delle priorità. Per questo abbiamo stretto i denti, e abbiamo creduto alle promesse e alle rassicurazioni. Ora però, dopo quattordici mesi di sacrifici, ci sentiamo in dovere di dire basta. Senza alzare la voce, senza insultare nessuno e ovviamente senza mai ricorrere alla violenza. Diciamo basta, in maniera certamente determinata, ma civile e pacifica, e proviamo a farlo con una manifestazione ad alta partecipazione e ad alto impatto che a partire dal cuore della nostra città, Sassari, possa poi conquistare attenzione a livello territoriale, locale e nazionale. Alle ore 18 di mercoledì 28 aprile, piazzeremo le tende in Piazza d’Italia, fronte Palazzo Sciuti. Non occuperemo la strada, ma solo lo spazio della piazza. Saremo lì, giorno e notte. Non vogliamo creare disagi, vogliamo raccontare il nostro disagio e condividerlo con chiunque voglia ascoltarci. E voglia supportarci». Così i coordinatori Giuseppe Fadda (“TB Made in Sardegna”), Daniele Piseddu (“Speed date”) e Daniele Deiana (“Le iene”) parlano a nome del comitato e per conto di quanti, a vario titolo, lavorano nei ristoranti, nei bar e nei negozi all’ingrosso, dei produttori locali, degli artisti dei tecnici e degli operatori dello spettacolo, di chi lavora nelle palestre e nei centri estetici, dei parrucchieri dei negozianti e in generale «di tutti coloro che stanno purtroppo affogando a causa delle restrizioni. Oltre ai lavoratori delle suddette categorie saremo naturalmente lieti di accogliere anche tutti i cittadini che vorranno solidarizzare con noi e manifestare civilmente».
Cosa chiede il comitato Tende in Piazza? Chiede la possibilità di lavorare, nel rispetto delle prescrizioni necessarie per contrastare il diffondersi del contagio da Covid; chiede ristori rapidi e adeguati, da modulare anche attraverso la riduzione di costi legati ad affitti, locazioni e utenze; chiede l’abolizione del coprifuoco, in ogni caso chiede un dialogo costruttivo che possa portare a una rimodulazione della misura quanto più possibile funzionale alla ripresa di alcune attività. Il tutto in un contesto civile, senza bandiere politiche e prese di posizione che nulla hanno a che vedere con l’idea della protesta che i promotori si augurano possa essere impattante e significativa, presidiando Piazza d’Italia mantenendo il distanziamento e utilizzando le mascherine.

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