Campus: «Ogni giorno difendiamo la libertà»

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Il messaggio del sindaco durante la cerimonia per il 25 aprile a Palazzo Ducale Festa semplice e con presenze ridotte, niente banda e inno ma applauso finale
SASSARI. Cerimonie semplici e nel rispetto delle limitazioni imposte dalla pandemia in tutta la provincia per il 25 aprile. A Sassari il sindaco Nanni Campus ha deposto la corona di alloro in ricordo delle vittime della Guerra, a nome della municipalità e delle istituzioni. Ad cerimonia, senza banda e dunque senza Inno nazionale, la prefetta di Sassari Maria Luisa d’Alessandro a nome di tutte le autorità e istituzioni, il presidente del Consiglio Maurilio Murru e rappresentanze dell’assemblea civica, della giunta e delle associazioni d’Arma, combattentistiche e partigiane. «Per il secondo anno consecutivo – ha detto Campus – ho deciso di non pronunciare alcun discorso durante la cerimonia in occasione delle celebrazioni per l’anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, ma di fare in modo che sia condiviso con l’intera comunità attraverso i media e i canali istituzionali». Intorno ai partecipanti, le bandiere tricolore sventolavano dalle finestre, così come all’esterno del Palazzo, per rappresentare la festa di tutta la Nazione, di tutte e tutti coloro che oggi vivono nel pieno dei loro diritti e delle loro libertà, in Italia.«Non avremmo mai pensato – ha detto Campus – che a distanza di un anno ci saremmo ritrovati ancora una volta a celebrare questa ricorrenza senza alcuna festa collettiva. Ciascuno di noi onorerà questa data, secondo le proprie possibilità e sensibilità, facendo memoria di ciò che è stata la guerra e dell’importanza della lotta per la liberazione da una dittatura e da una occupazione straniera oppressiva e terribile; ma soprattutto rinnovando ogni giorno il nostro impegno civile e sociale, vera celebrazione della riconquistata Libertà». «Dovremmo far memoria dell’insegnamento di un grande giurista, promulgatore della Costituzione e primo presidente della nostra Repubblica, Enrico De Nicola – ha sottolineato il sindaco – , il quale affermava che “…la libertà non è licenza ma disciplina”. E proprio in questo periodo è facile ricordare come non ci sia un motivo capace di far convergere il senso di libertà di ciascuno con la necessità di limitare ciascuno la propria come quello di tutelare la salute collettiva e la vita. Spesso abbiamo usato termini che richiamavano la guerra, nella lotta al coronavirus. Altrettanto spesso siamo stati condannati per questo. Eppure, se in questa importante giornata ci fermiamo a pensare, e ricordiamo le testimonianze di chi ha vissuto la Guerra, l’occupazione, i rastrellamenti, forse possiamo tutte e tutti, senza troppa difficoltà, ritrovare lo stesso senso di disperazione e allo stesso tempo di voglia, forza e senso di unità per uscirne insieme». Un applauso spontaneo ha sottolineato la conclusione della cerimonia. (red.cr.)

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