Sassari, violentati dall’amico della mamma

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La donna agevolò gli incontri dei figli con il pedofilo. Ieri l’arresto dei carabinieri: devono scontare sei anniLuca Fiori

25 Aprile 2021

SASSARI. Quando ha capito che i carabinieri stavano per andare a prenderla per stringerle le manette intorno ai polsi, ha preferito farsi accompagnare in carcere dal suo avvocato. Ha varcato ieri mattina il cancello dell’istituto penitenziario di Bancali dove dovrà rimanere per sei anni, una mamma di 48 anni condannata in via definitiva per aver agevolato gli squallidi incontri tra i suoi figli e un amico di famiglia che per anni aveva abusato dei suoi bambini.Sono stati invece i carabinieri del paese della provincia in cui qualche anno fa si sono verificate le violenze, a bloccare l’uomo mentre si trovava in giro per il centro. Quando ha visto l’ordine di carcerazione il 55enne ha provato un’ultima inutile difesa: «Sono innocente, non ho fatto niente». Ma le sue parole non sono servite a evitargli le manette. Anche lui, come la madre dei bambini, deve scontare una condanna a sei anni di carcere.Sono stati i giudici della Cassazione qualche giorno fa a respingere il ricorso dell’avvocato Giuseppe Lepori e a confermare la sentenza d’appello emessa un anno fa dal collegio presieduto da Maria Teresa Lupinu. Il racconto degli abusi subiti dall’amico di famiglia era venuto fuori con qualche anno di ritardo, quando due fratellini di un piccolo paese della provincia di Sassari avevano trovato l’affetto e la protezione di due nuovi genitori e solo a quel punto – lontani dalla casa degli orrori – avevano avuto il coraggio di raccontare quello che erano stati costretti a subire per anni. Era la madre delle vittime, un bambino di 9 anni e la sorellina di 5 – secondo le accuse della Procura della Repubblica di Sassari – ad agevolare gli squallidi incontri tra i suoi figli e un amico di famiglia, che in assenza del marito della donna e padre dei bambini, frequentava la casa in cui si erano verificati gli abusi. Per la donna, con una vicenda simile alle spalle, in primo grado il pubblico ministero aveva sollecitato dieci anni di carcere. La situazione di degrado in cui viveva la famiglia aveva portato a un intervento dei servizi sociali del paese e del tribunale dei minori di Sassari che aveva affidato i piccoli a una nuova famiglia. Solo dopo qualche anno il più grande dei due fratellini aveva iniziato a parlare di quello che era accaduto. Quando la nuova famiglia in cui viveva si stava per allargare per l’arrivo di una sorellina, il bambino aveva confidato alla madre adottiva i suoi timori. «Ho paura che alla bimba in arrivo – aveva detto iniziando a raccontare gli abusi subiti – possa capitare quello che qualche anno fa ha dovuto subire mia sorella». Era partita immediatamente una denuncia e le due vittime erano state ascoltate da esperti e inquirenti. Ieri dopo tanti anni sono scattate le manette.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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