Case popolari, il Comune pubblica la graduatoria

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L’elenco provvisorio è disponibile nell’albo pretorio, presentate 79 domande Il sindaco Mulas: «Per il problema degli alloggi necessario trovare altre soluzioni» 
wPORTO TORRES. Il problema case è diventata una vera e propria emergenza in città. E l’amministrazione comunale allo stato attuale non ha nessuna soluzione in merito a questo problema, se non quella di ottemperare a quanto prevede la legge per le abitazioni popolari. Ovvero pubblicare la graduatoria provvisoria del bando per l’aggiornamento della lista generale per l’assegnazione in concessione d’uso degli alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone sociale. La graduatoria sarà disponibile nell’albo pretorio online del sito istituzionale per 30 giorni: nei successivi ulteriori 30 giorni, invece, gli interessati potranno presentare opposizione tramite il “modello di opposizione” da consegnare nelle modalità previste dal bando. Per qualsiasi informazione è possibile rivolgersi agli uffici comunali, signora Angela Pirino (334 1170732), dal lunedì al venerdì e dalle 10 alle 13. Dall’esame e dalla valutazione delle istanze pervenute in Comune, risultano da inserire nella graduatoria generale 79 domande, mentre 5 risultano non ammissibili per mancanza dei requisiti di accesso. Si tratta di un numero consistente di famiglie che cerca di trovare una casa comunale sfitta dove potersi sistemare, anche provvisoriamente, considerando che diversi nuclei vivono ancora in quelle che si possono definire catapecchie, talvolta anche malsane. «La crisi dovuta alla pandemia ha aumentato la richiesta di alloggi popolari o a canone agevolato – dice il sindaco Massimo Mulas – e aumentano anche le famiglie che non sono in grado di poter pagare la locazione: si tratta di un’emergenza che il nostro settore Politiche sociali sta seguendo in modo ravvicinato. A parere dell’amministrazione, però, la strada da seguire non può essere quella di investire su nuova edilizia residenziale pubblica. Porto Torres è infatti una delle città italiane dove è più alta la percentuale di case popolari rispetto al complesso del patrimonio abitativo».Circa due anni fa il Comune ha assegnato i 49 alloggi a canone sostenibile di via Falcone-Borsellino. Una procedura andata avanti per due legislature contraddistinte da ricorsi e controricorsi dei legali di alcuni nuclei familiari, e che aveva visto ai nastri di partenza ben 195 famiglie che avevano presentato domanda per concorrere all’assegnazione dell’ alloggio. Nuovi bandi dell’Azienda regionale edilizia abitativa (Area) non ne sono previsti, quindi l’amministrazione Mulas vuole provare a cercare altre direzioni per porre un freno all’emergenza abitativa. «Dobbiamo ragionare assolutamente su altre soluzioni per rispondere al problema – conclude il primo cittadino – cominciando a premere l’acceleratore sulla riqualificazione dell’edilizia pubblica, verificando che chi vi abita abbia effettivamente i titoli e investendo su quelle formule di sostegno che consentano alle famiglie di supportare la spesa per l’abitazione». Gavino Masia

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