Ancora violenza in carcere il Sappe: «È inaccettabile»

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ALGHERO. Cresce l’allarme sicurezza all’interno delle carceri dopo l’ennesimo episodio di violenza che si è registrato stavolta nell’istituto penitenziario di Alghero. Sempre ai danni di agenti della…
ALGHERO. Cresce l’allarme sicurezza all’interno delle carceri dopo l’ennesimo episodio di violenza che si è registrato stavolta nell’istituto penitenziario di Alghero. Sempre ai danni di agenti della polizia penitenziaria. A darne notizia è stato ieri Antonio Cannas, delegato nazionale per la Sardegna del Sappe (sindacato autonomo della polizia penitenziaria): «Questa mattina (ieri per chi legge ndc) è stato aggredito un sovrintendente di polizia penitenziaria in servizio di sorveglianza generale da un detenuto straniero già protagonista in altre occasioni di atteggiamenti violenti. Di recente aveva strappato dalle postazioni telefoniche tutte le cornette e i fili, per questo fatto era in corso la contestazione disciplinare e la reazione è stata folle e violenta: con un pugno in pieno viso ha procurato al sovrintendente una tumefazione con fuoriuscita di sangue, è stato necessario il trasporto immediato al pronto soccorso». Un’aggressione «assurda e violenta», così l’ha definita il sindacalista. Da qui la richiesta di «interventi urgenti per frenare la spirale di violenza». Messaggi di solidarietà sono arrivati anche da Donato Capece e Luca Fais, rispettivamente segretario generale e segretario regionale per la Sardegna del sindacato Sappe: «Siamo vicini al collega ferito ed è inaccettabile che i poliziotti penitenziari non abbiano strumenti per difendersi da queste persone violente. Servono correttivi immediati: il taser (chiamato anche pistola elettrica, storditore elettrico o dissuasore elettrico ndc) o altre soluzioni analoghe per fermare queste continue violenze».Sull’episodio è intervenuto anche il presidente del consiglio regionale, Michele Pais: «Un altro segnale allarmante delle condizioni di grave disagio in cui versano questi lavoratori e gli stessi detenuti. La sicurezza per chi lavora nelle carceri deve essere garantita. Questa ennesima aggressione ripropone il tema della pericolosità all’interno delle carceri isolane e dell’inosservanza del principio costituzionale della funzione rieducativa della pena».

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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