Basilica di San Gavino sarà un epigrafista a guidare il centro studi

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PORTO TORRES. Il Centro Studi Basilica di San Gavino di Torres ha un nuovo presidente. È Giuseppe Piras, epigrafista con una ventennale e vasta produzione scientifica dedicata anche a temi inerenti…
PORTO TORRES. Il Centro Studi Basilica di San Gavino di Torres ha un nuovo presidente. È Giuseppe Piras, epigrafista con una ventennale e vasta produzione scientifica dedicata anche a temi inerenti la basilica e i tre martiri turritani.Piras, per molti anni vicepresidente dell’associazione, è stato votato all’unanimità dai soci ed è il primo presidente laico del Centro Studi. Insieme al presidente, è stato rinnovato il consiglio direttivo, il cui mandato scadrà nel 2024. Con Giuseppe Piras sono stati eletti Angela Careddu, Giuseppe Sechi, Giada Solinas – confermata nella carica di segretario-tesoriere – e Maria Cristina Benenati, nuovo vicepresidente. Nel corso della riunione sono state ricordate le figure dei soci scomparsi nell’ultimo anno, Pietro Pani e Giancarlo Pinna, e quella di don Giuseppe Manconi, nume tutelare dell’associazione. «L’elezione è per me motivo di orgoglio. L’entusiasmo dei soci rappresenta un ulteriore sprone a mantenere elevato lo standard qualitativo delle attività e degli obiettivi che il Centro Studi si è prefissato di condurre e raggiungere – commenta Giuseppe Piras –. In questi anni il Centro Studi è stato un punto di riferimento fondamentale per la cultura nella nostra città ed i progetti che stiamo portando avanti con la collaborazione di Università, enti di ricerca e amministrazioni a livello nazionale e regionale sono il riconoscimento più importante della bontà del lavoro svolto finora» aggiunge il neopresidente. Recenti dimostrazioni della fattiva collaborazione dell’associazione per la salvaguardia e valorizzazione a livello scientifico del patrimonio culturale e monumentale di Porto Torres sono la partecipazione al sopralluogo effettuato nella chiesa di Balai vicino, richiesta dall’amministratore ad annum della Basilica, don Michele Murgia, e la consulenza storica fornita all’Amministrazione Comunale per la redazione, con dati aggiornati come la data di costruzione, finora per errore fatta risalire al 1850 ma in realtà risalente al ‘600, della scheda progetto per il restauro dell’edificio sacro.Emanuele Fancellu

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