«Artigiani alimentari, no al suolo pubblico»

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Chiusura senza appello del sindaco Campus in un caldo consiglio che boccia la mozione di Panu
SASSARI. Niente suolo pubblico per gli artigiani alimentari. È una chiusura senza appello quella del sindaco Nanni Campus. Che nell’ultimo consiglio comunale, durante un caldo dibattito in aula dedicato a due mozioni presentate da Lello Panu di Italia in Comune e Daniele Deiana di FdI (che l’ha in seguito ritirata) ha ribadito che la questione sarà normata nel regolamento di prossima approvazione. Ma che «I nostri marciapiedi non sono mercatini ma marciapiedi. Il suolo pubblico è pubblico, e la sua occupazione è un’eccezione. Inoltre che ci sia merce alimentare esposta all’aperto senza controllo è inaccettabile dal punto di vista dell’igiene, e crea problemi di concorrenza sleale».«Non si capisce perché – ha continuato il primo cittadino – un esercente di pubblico esercizio deve soggiacere a norme di igiene che se non rispettate lo portano alla chiusura, deve pagare tasse in più, deve offrire servizi, e invece chi ha un esercizio senza somministrazione voglia avere gli stessi diritti senza avere gli stessi doveri. Il suolo pubblico al di fuori dei pubblici esercizi è stato monopolizzato dai negozi che vendono frutta e verdura. Lo facevano in gran parte e quasi tutti senza licenza e concessione. Ora venire a dirci che proprio in epoca Covid veniamo a mettere ordine, per di più dal punto di vista a igienico, non sta né in cielo né in terra. Anche perché queste sono attività che non hanno patito un’ora di chiusura. Porteremo regolamento e il consiglio dovrà decidere non su base di emotività sbagliata ma di interesse collettivo». Furente Lello Panu, che ha provato fino all’ultimo a far approvare un dispositivo che contenesse almeno l’impegno a valutare la concessione di suolo pubblico agli artigiani alimentari nella stesura del prossimo regolamento, e che si è fatto portavoce della battaglia degli artigiani, sfociata anche in proteste clamorose, come l’occupazione per qualche ora con le sue cassette di frutta di via Torre Tonda da parte di un verduraio. «È stata un occasione persa da questa maggioranza – attacca Fabio Pinna del Pd – peraltro sempre più ballerina, per restituire dignità al consiglio comunale. Con il sindaco che dice no, come senza volere ascoltare nessuno, alla richiesta urgente di associazioni di categoria e commercianti. Occorre velocemente un regolamento chiaro e certo, che dia possibilità anche ad attività commerciali e artigianali di occupazione suolo pubblico, e soprattutto dare certezza per la programmazione futura della propria attività. Da troppo tempo questo regolamento è in stallo, situazione non più accettabile».(g.bua)

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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