Tari, Abbanoa e vaccini tra le priorità della Fipe

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Pubblici esercizi, i coordinamenti locali chiedono alla Regione una moratoria Giuseppe Marras: «In vista dell’estate vorremmo gli operatori turistici immuni» di Andrea Massidda

09 Aprile 2021

wSASSARI. Una moratoria che sospenda le pendenze dei pubblici esercizi nei confronti di Abbanoa, così come uno stop per un anno delle richieste di pagamento della Tari. Poi lo sblocco dei fondi Resisto e Destinazione lavoro, e infine un invito alla promozione di una efficace e rapida campagna vaccinale dedicata in modo particolare agli operatori del settore turistico. Sono i quattro punti che i coordinamenti territoriali di Sassari, Alghero, Porto Torres e Sorso della Fipe (la Federazione italiana pubblici esercizi che fa capo a Confcommercio) hanno portato nei giorni scorsi all’attenzione del presidente del consiglio regionale Michele Pais e del presidente della commissione Attività produttive Piero Maieli nella speranza di avere risposte concrete nel più breve tempo possibile. Anche perché, com’è noto, la crisi economica derivata dalla pandemia sta diventando insostenibile e moltissime aziende stanno seriamente rischiando di non riaprire più.Durante l’incontro, che si è svolto nella sede sassarese della Regione, in via Roma, è stato più volte sottolineato quanto il comparto dei pubblici esercizi sia in sofferenza, e questo nonostante rappresenti un settore fondamentale nel tessuto imprenditoriale isolano (si pensi che soltanto nel del Nord Sardegna si contano circa 1.200 imprese associate a Fipe Confcommercio). Tanto che al termine della riunione le parti si sono lasciate con il proposito di ritrovarsi intono a un tavolo a breve giro per aggiornarsi sulla situazione e sull’eventuale risoluzione dei problemi esposti. «Contiamo su un aiuto celere alla nostra categoria e alle sue maestranze – commenta Giuseppe Marras, che fa parte del coordinamento Fipe – perché da più di un anno stiamo attraversando un periodo durissimo».Per Marras, la moratoria sui debiti con Abbanoa non soltanto è necessaria, ma deve anche essere accompagnata da piani di rientro ragionevoli. «Ci sono nostri associati molto indietro con i pagamenti – precisa – e proprio in un momento così delicato non possono permettersi di trovare i rubinetti sigillati». Discorso molto simile – ma forse più complicato da affrontare – per quanto riguarda la questione Tari. «Anche in questo caso chiediamo la sospensione dei pagamenti per almeno un anno, ma la soluzione ideale sarebbe quella del cosiddetto “saldo e stralcio”, con un accordo forfettario tra le parti e la cancellazione dell’obbligazione». Indispensabile, inoltre, lo sblocco dei fondi “Resisto” e soprattutto “Destinazione lavoro”, che aiuterebbero le aziende ad assumere.Infine il tema vaccini. «Se in vista della stagione estiva tutti gli operatori turistici potessero essere vaccinati – conclude Giuseppe Marras – il comparto ne gioverebbe moltissimo e potrebbe ripartire con qualche speranza di rilancio».

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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