«Il ristorante? Lo trasformo in mensa e posso riaprire»

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Da oggi a pranzo, anche con la zona arancione, i locali potranno accogliere i clienti Unico requisito per poter ordinare è essere dipendenti di un’azienda convenzionatadi Luca Fiori

07 Aprile 2021

SASSARI. Pausa pranzo in ristorante nonostante la zona arancione? Un piatto di spaghetti in compagnia dei colleghi di lavoro, al posto del panino addentato in macchina? Da oggi in città è nuovamente possibile senza infrangere la legge, grazie alla possibilità offerta da una circolare ministeriale datata 6 marzo 2021, indirizzata alle aziende che si occupano di ristorazione.Lo ha scoperto, studiando tra le pieghe dell’ultimo Dpcm un ristoratore sassarese che due settimana fa, quando l’isola ha salutato la zona bianca e i ristoranti hanno dovuto tirare giù le serrande, invece di mettersi le mani tra i capelli, ha cercato di capire come si poteva fare per andare avanti e salvare l’azienda.«Ho parlato con il mio legale e con il mio commercialista – spiega Andrea Manai, imprenditore sassarese di 40 anni – e abbiamo scoperto che in alcune regioni si erano già organizzati per fare quello che da oggi faremo anche noi». Da stamattina nei due ristoranti “140 grammi” di Predda Niedda e Carbonazzi i clienti potranno riprendere a sedersi a tavola e ordinare normalmente, rispettando chiaramente le distanze di sicurezza e le altre regole imposte dal Covid. «Naturalmente potranno entrare e prendere posto a tavola solo i dipendenti delle aziende che hanno stipulato delle convenzioni con noi – spiega il ristoratore – e nessuno potrà presentarsi accompagnato da altre persone che non siano presenti negli elenchi a disposizione delle forze di polizia in caso di controlli». Ottenere l’autorizzazione è abbastanza semplice. La prima cosa da fare è aggiornare – con l’aiuto del commercialista – il codice “ateco” dell’attività. «Oltre a quello di ristorante – spiega Andrea Manai – il locale deve acquisire lo status di “mensa” e in questo caso, dopo aver stipulato contratti e convenzioni con le aziende che ne fanno richiesta, potrà riprendere a lavorare». Settantacinque dipendenti tra le due sedi di Sassari e le due di Cagliari, l’azienda di Andrea Manai riuscirà grazie a questa concessione prevista dalla circolare ministeriale a rimettere in pista una parte del personale finita in cassa integrazione. «Spero che altri miei colleghi ristoratori seguano il nostro esempio – spiega Manai – in questo momento è importate anche darci una mano tra di noi per provare a uscire da questo incubo».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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