Porto Torres: no allo screening regionale, volontari impegnati nelle vaccinazioni

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Ancora ritardi nei vaccini a Porto Torres, situazione che costringe le associazioni di volontariato e gli stessi sanitari a riorganizzare i turni per evitare disagi agli anziani. Un’altra giornata di attesa per gli utenti over 80, nella sala Filippo Canu, l’hub da cui è partita la campagna vaccinale, il centro in cui il carico è arrivato questa mattina con oltre due ore di ritardo.

In giornata 90 ultraottantenni hanno ricevuto la prima dose di vaccino, in totale 942 dosi in due settimane: nei prossimi giorni toccherà agli ultimi 300 utenti circa.

Intanto si registrano dall’Ats 14 positivi, di cui un ricoverato e 24 soggetti in quarantena.

Il Comune di Porto Torres non ha aderito alla campagna “Sardi e sicuri”, che interesserà il Sassarese nelle giornate del 10 e 11 aprile.

“Ci sono tre grandi motivi dietro a questa scelta – spiega il sindaco Massimo Mulas -. Il primo è che il Comune già a spese proprie ha avviato negli scorsi mesi una campagna di screening; il secondo è che in queste settimane il personale municipale, la Protezione civile e il volontariato sono stati impegnati a tempo pieno nella vaccinazione degli over 80. Senza l’associazionismo non sarebbe stato possibile avviare a Porto Torres la campagna vaccinale: i volontari si sono messi a disposizione a tempo pieno, per tre settimane, faranno lo stesso anche quando verrà somministrato il richiamo: non posso chiedere loro un ulteriore sforzo organizzativo per lo screening. Il ‘pubblico’ non può approfittare della disponibilità delle associazioni; terzo, considerato l’aumento dei casi in Sardegna, non sono sicuro che sia il momento migliore per assembrare le persone. Questo è il momento di accelerare sulle vaccinazioni, senza più disagi e rallentamenti, evitando di disperdere energie e risorse in attività tardive”.

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