L’allarme di Voce Amica «Giovani sassaresi in crisi»

0
9

Anche nel nord Sardegna boom di richieste d’aiuto da parte degli adolescenti Preoccupa l’autolesionismo: «Sulla chat uno su quattro minaccia il suicidio»di Andrea Massidda

01 Aprile 2021

w SASSARI. Proibire agli adolescenti di socializzare o di scoprire il mondo assieme agli amici, oppure di sperimentare i primi amori con i coetanei, in molti casi significa condannarli alla depressione. L’esplosione ormonale, che modica il corpo dei ragazzi esattamente quanto il loro modo di interpretare la realtà, non contempla lezioni di vita a distanza. Per la natura la Dad non esiste. Così – seppure a fin di bene, come nel caso delle quarantene imposte dai governi di tutto il mondo per via dell’emergenza Covid – annullare ogni possibilità di fisiologica trasgressione e cancellare con un colpo di spugna o per decreto “il tempo delle mele” vuol dire consegnare alle nuove generazioni una cesta di frutta avvelenata.Prima ancora delle mille indagini sociologiche in corso nelle università di ogni angolo del pianeta, a certificare gli effetti devastanti dei vari lockdown sui più giovani arrivano i dati dell’associazione Telefono Amico, presente in tutta Italia e anche in Sardegna grazie ai volontari del centro d’ascolto “Voce Amica”, con sede proprio in città. Dati locali molto inquietanti, che peraltro coincidono sostanzialmente con quelli nazionali: «A partire dall’inizio della pandemia, quindi da un anno – rivela Franca Falchi, presidente dell’associazione sassarese – la nostra organizzazione ha registrato oltre il 70 per cento di richieste di aiuto in più, e non poche di queste provengono da minorenni che negli ultimi dodici mesi hanno usufruito come non mai dei nostri servizi d’ascolto: le chiamate vocali al numero unico 02 2327 2327, le chat su WhatsApp al recapito 345 0361628 e le e-mail inviate attraverso la compilazione di un form anonimo sul sito www.telefonoamico.it. Tra i giovani e giovanissimi – aggiunge – abbiamo notato principalmente problemi esistenziali o legati alle relazioni con amici e familiari. Da parte nostra noi garantiamo l’anonimato e non diamo giudizi, per questo si confidano».Ma quel che più allarma sono le segnalazioni da parte di persone attraversate dal pensiero del suicidio. «Un tema – precisa Franca Falchi – che ha riguardato l’1,8 per cento delle richieste di aiuto telefoniche arrivate dai ragazzi tra i 15 e i 18 anni e l’1,5 per cento di quelle arrivate dai giovani con età compresa tra i 19 e i 25 anni, ma che sale a un messaggio su quattro se si considerano i contatti via chat. E se gli adulti – spiega ancora la presidente di Voce Amica – lamentano principalmente stati di solitudine, paura di essere contagiati e ansia per il futuro economico, i giovani ci comunicano un senso di incertezza e di spaesamento o di essere vittime di cyberbullismo. Davanti a questi numeri e a questi appelli, ritengo che le istituzioni non possano più ignorare una simile situazione, troppo spesso sono stati trascurati i problemi dei ragazzi: quando finalmente si potrà ritornare a regolari lezioni in classe a mio avviso sarà necessario mettere esperti nelle scuole a disposizione degli studenti». È un’esigenza che peraltro evidenziano gli stessi ragazzi che si rivolgono al Telefono Amico. «Alcuni di loro – conclude Franca Falchi – ci chiedono espressamente l’ausilio di uno psicologo perché non hanno il coraggio di chiederlo ai genitori nel timore che la famiglia, in questo momento di crisi, non possa permettersi di affrontare la spesa».

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

#Sassari #lanuovasardegna #cronaca #vivisassari

promo lavazza sassari

RISPONDI

Inserisci il commento
Inserisci il tuo nome