Osservatori faunistici a pieno regime

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Parco dell’Asinara: con l’arrivo della primavera sono state intensificate le attività
wPORTO TORRES. Gli Osservatori naturalistici del Parco nazionale dell’Asinara lavorano a pieno regime con l’arrivo della primavera, dove si osserva un’esplosione di colori e di profumi che rendono ancora più spettacolari i suoi paesaggi. La natura si è infatti risvegliata e aumentano le nascite degli animali e il monitoraggio scientifico da parte dei due Osservatori del mare e della fauna del Parco e dell’Area marina protetta. «Il Centro recupero delle tartarughe – ricorda la responsabile Laura Pireddu – ha in questo momento quattro vasche occupate da altrettanti pazienti: due provenienti dal Parco di La Maddalena, uno dalla Corsica e uno dal golfo dell’Asinara». L’ultimo arrivato, il 24 marzo, è un giovanissimo esemplare di Caretta caretta, investito da un’imbarcazione, che ha mostrato all’esame radiologico i segni di una frattura parcellare fortunatamente in fase di risoluzione. Piena attività anche dell’Osservatorio faunistico di Tumbarino, che lo scorso 23 marzo, in località Trabuccato, ha seguito il recupero di un esemplare maschio adulto di Falco pellegrino, Falco peregrinusbrookei, incapace di volare a causa di un’importante escoriazione alla zampa sinistra. Grazie alla collaborazione del Corpo forestale e dell’associazione Coresa, che si occupa del recupero della fauna selvatica ferita, l’animale è stato trasferito al Centro recupero fauna selvatica dell’Agenzia forestas a Bonassai. Nel frattempo l’Osservatorio faunistico, con il suo responsabile Danilo Pisu, prepara le campagne di inanellamento primaverile che per il ventiquattresimo anno consecutivo, in coerenza con i protocolli Ispra, consente di monitorare il passaggio delle specie migratorie nel Parco dell’Asinara e sino a oggi ha permesso di identificare oltre 80mila esemplari di uccelli.L’attività degli Osservatori del Parco è aperta ai volontari, anche se a causa dell’emergenza da Covid-19, al momento possono essere coinvolti solo pochi ricercatori. Per la commissaria e il direttore del Parco dell’Asinara – Gabriela Scanu e Vittorio Gazale – le attività di ricerca scientifica e di divulgazione ambientale sono tra quelle più importanti da promuovere e sostenere all’interno di un parco: «Sono anche le esperienze e le informazioni che le scuole e più in generale i visitatori richiedono quando vengono a immergersi in una natura straordinaria come quella dell’Asinara». (g.m.)

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