Sassari, la locomotiva simbolo di Latte Dolce è minata dalla ruggine

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In degrado la Ansaldo Breda dei primi anni del Novecento. Niente manutenzione da anni per un monumento di archeologia industriale di Paoletta Farina

28 Febbraio 2021

SASSARI. Rischia di diventare un ammasso di ruggine la storica locomotiva nello slargo di via Lago di Baratz, a Latte Dolce. Ormai sono anni che uno dei simboli del quartiere non gode di un intervento di manutenzione e la patina dell’incuria ricopre quello che può essere considerato un vero “monumento” di archeologia industriale del ventesimo secolo. E una rarità: la vaporiera a carbone Ansaldo Breda 740 071, fabbricata nel periodo tra il 1911 e il 1913 e arrivata sulla linea a scartamento ordinario delle Ferrovie dello Stato negli anni Venti, è una delle più antiche presenti nell’isola dove ne esistono solo altri due esemplari.È dalla metà del 1970 che l’antica locomotiva è esposta a Latte Dolce, ma la sua storia più recente è fatta di una continua corsa a non farla degradare. Se la antiestetica recinzione la protegge dall’azione dei vandali che in passato l’avevano danneggiata, non la ripara certo dall’esposizione alle intemperie, e una testimonianza vivente della tecnologia utilizzata dalle ferrovie potrebbe essere cancellata se non si interverrà.A intervenire deve essere il Comune al quale la Cooperativa edile “Strade ferrate sarde”, che realizzò il complesso di case per ex ferrovieri e lavoratori del settore dei trasporti, la donò dopo lo scioglimento della stessa cooperativa, salvandola dalla distruzione. Erano stati i soci, infatti, ad acquistarla dalle Ferrovie dello Stato per trenta milioni di vecchie lire. L’obiettivo era di farne un monumento in memoria di tutti gli autoferrotranvieri caduti sul lavoro e una targa li ricorda. Ma anche metterla a disposizione della città e farla diventare un’attrattiva. Frotte di sassaresi andavano a visitarla, per le scolaresche era un appuntamento fisso ed è stata anche una location per l’album fotografico di tanti sposi.La manutenzione prima veniva curata da alcuni soci della cooperativa che si prestavano volontariamente a tinteggiarla e a sostituire le parti meccaniche degradate. Poi con il passare degli anni quella disponibilità è venuta a mancare per vari motivi e da allora è cominciato il progressivo decadimento.Le amministrazioni comunali che si sono succedute hanno trovato nelle maglie del bilancio qualche piccola risorsa perché la vaporiera non diventasse un cumulo di ferraglia. Però è spesso stato un tema che si è affrontato quando Palazzo Ducale è stato sollecitato da cittadini, associazioni e anche consiglieri comunali con la presentazione di interrogazioni.A memoria degli abitanti del quartiere, ormai sono almeno sei anni che non si vede un intervento minima per salvaguardarla. Un dono del passato dimenticato e caduto nell’oblio insieme con gli autoferrotranvieri defunti al quale è intitolato.

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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