Tissi: nasce il “Banco alimentare” per sostenere i più bisognosi

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L’amministrazione comunale di Tissi dopo tre anni di lavoro, ha coronato in questi giorni il sogno di creare, in uno spazio idoneo al progetto di sostegno e ancor di più durante l’emergenza Covid-19, il “Banco alimentare”. Grazie all’impegno degli amministratori e del sindaco Gian Maria Budruni, è stato messo a disposizione un locale sito in Via Roma 21 a Tissi, per poter gestire la distribuzione di generi alimentari a favore delle persone indigenti. Il servizio sarà affidato alla Caritas Parrocchiale gestita dal suo legale rappresentante il Parroco don Matteo Bonu, dal referente operativo Franco Carta e dai volontari Antonello Monsù Scolaro, Ivan Cherchi, Marino Pinna, Angela Delrio e Mirella Masia. Il “Banco alimentare” nasce con l’intento di contribuire al sostentamento delle persone più deboli, e appianare laddove possibile le difficoltà delle famiglie bisognose, mediante la raccolta e la distribuzione delle produzioni agro-alimentare e la ridistribuzione delle stesse ad enti che si occupano di assistenza e soccorso ai più poveri e agli emarginati.“E’ un lavoro di rete quello del “Banco alimentare”.- spiega il sindaco di Tissi. La comunità può vantare un elevato spirito di solidarietà e di sostegno nei confronti dei più bisognosi: abbiamo  registrato un incremento delle domande di sostegno ai nostri servizi sociali e, anche per tale ragione, la convenzione con il banco alimentare risulta essere importante per la nostra collettività. Abbiamo ritenuto opportuno sostenere concretamente – sottolinea ancora Gian Maria Budruni- i nuclei familiari e i cittadini che vivono un momento di difficoltà. Le misure adottate, unitamente agli aiuti che andremo a distribuire secondo criteri ben definiti, vanno proprio in questa direzione.” Dello stesso avviso il parroco Don Matteo: “Offrire cibo è la forma di aiuto più concreta ed immediata per rispondere ad un bisogno, quello di nutrirsi, che spesso non può attendere di essere soddisfatto. L’aiuto alimentare è inoltre il primo gradino della presa in carico della complessità dei bisogni della persona”.

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