Lite per il marciapiede: ex prostitute a giudizio

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Due romene accusate di aver colpito una connazionale che occupava la loro zona Un’imputata al gup: «Fu lei ad aggredirci. Ho cambiato vita e vorrei dimenticare»di Nadia Cossu

11 Febbraio 2021

SASSARI. Si è presentata in aula, davanti al gup Giuseppe Grotteria, con nuovi abiti e nuova vita. E con la voglia di non ripercorrere quel passato che oggi – sposata e madre di un bambino piccolo – vorrebbe solo dimenticare. Ma ha dovuto suo malgrado raccontare come trascorreva le notti dieci anni fa, per provare a spiegare al giudice come andarono i fatti quel giorno di giugno del 2018 in una strada buia di Predda Niedda dove, nella sua precedente vita, andava a prostituirsi. La donna, 25 anni, della Romania, è imputata insieme a una connazionale (che ieri non era presente all’udienza preliminare) di lesioni e tentata estorsione nei confronti di un’altra prostituta che, secondo l’accusa, sarebbe stata aggredita dalle due romene perché avrebbe occupato una zona di loro “competenza”. Si è sottoposta a interrogatorio, assistita dal suo avvocato Patrizia Marcori, e al termine dell’udienza il giudice ha ritenuto che alcuni aspetti della vicenda potessero essere chiariti solo in dibattimento e le ha entrambe rinviate a giudizio, accogliendo la richiesta del pubblico ministero. Il processo davanti al collegio è stato fissato per il prossimo giugno.L’imputata aveva appena 22 anni quando – così come ha raccontato ieri in udienza preliminare – a giugno di tre anni fa stava andando «verso il Bingo. Per strada abbiamo incontrato l’altra nostra connazionale che, non per quale ragione, ha iniziato a litigare con la mia amica. Io intervenni per sedare il litigio ma fui graffiata al seno e morsicata. A quel punto le diedi uno spintone e lei cadde. Ma non l’ho mai minacciata perché la strada non era mica la mia. Non siamo nemmeno scappate tanto che quando la polizia è arrivata noi eravamo sulla strada e ci siamo fatte identificare».L’avvocato Marcori nella sua discussione ha definito «poco credibili le dichiarazioni della persona offesa e prive di riscontri». Il legale ha rilevato alcune contraddizioni nel suo racconto: «Prima ha parlato di minacce ricevute dalle imputate per costringerla ad andare via da quella strada, mentre nella annotazione di servizio la polizia scrive che la lite avvenne perché la donna si era appartata con un cliente abituale delle due romene al quale avrebbe concesso prestazioni senza preservativo».Versioni contrastanti che hanno convinto il gup Grotteria a decidere di rinviarle a giudizio.©RIPRODUZIONE RISERVATA

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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