«Palazzo come nuovo… e gratis»

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Riqualificato in via Mastino un condominio: “cappotto”, finestre, caldaia e niente spese per gli inquilinidi Luigi Soriga

07 Febbraio 2021

SASSARI. Il palazzo di via Mastino, quasi all’angolo con via Luna e Sole, vanta un record: è il primo a Sassari ad aver goduto del superbonus 110 e anche il primo ad essere stato ultimato. È ancora bardato con le impalcature, ma tra un paio di giorni la facciata sarà libera. Il nuovo rivestimento a cappotto e i nuovi infissi terranno al calduccio gli inquilini. «Forse siamo i primi anche in Sardegna ad aver portato a termine l’intervento – spiega Chicco Planetta – e probabilmente anche tra i più veloci in tutta Italia. Ricordo che quando abbiamo avviato la pratica di cessione del credito di imposta col Banco di Sardegna, il nostro documento, era 001, la prima pratica approvata dall’istituto di credito a livello nazionale». Per i condomini è come aver pescato il jolly al gratta e vinci: si ritrovano con un edificio nuovo di zecca, che assomiglia a un termos che mantiene costante il calore, con la facciata ridipinta, le finestre nuove, spese di riscaldamento più che dimezzate e soprattutto una enorme privilegio: non aver sganciato nemmeno un euro per un intervento costato circa un milione di euro. Infatti l’intero iter è stato gestito dalla ditta Planetta, che si è appoggiata alla banca per usufruire del finanziamento statale. «Ci siamo mossi subito perché stavamo già lavorando all’ecobonus 60. L’iter era a ottimo punto, e quando abbiamo visto che l’opportunità del super bonus stava diventando concreta, allora abbiamo avvisato tutti i committenti della enorme opportunità che potevamo sfruttare. Ancora non c’erano i decreti attuativi, e noi abbiamo sottoposto dei precontratti per progettazione preliminare e studio di fattibilità a privati e condomini. Chiedevamo il mandato, se l’iter fosse andato a buon fine, per proseguire col progetto esecutivo e con l’esecuzione dei lavori. Così a ottobre abbiamo aperto il cantiere di via Mastino, con l’obiettivo di chiudere i lavori a gennaio. Le settimane di pioggia persistente hanno fatto slittare la consegna a oggi». Per una inquilina è come abitare in una nuova casa: «È un edificio di almeno 40 anni, con gli infissi colabrodo, e il caldo che si disperdeva subito. Spendevo parecchio per il riscaldamento. Ora la differenza si sente. Sicuramente risparmieremo moltissimo».Cappotto con materiale isolante da 10 centimetri, le finestre a bassissima trasmittanza con struttura di legno e rivestimento esterno di alluminio per proteggere dalle intemperie. Inoltre tapparelle nuove in alluminio coibentato, coibentazione dei cassettoni, caldaia a condensazione con ciascuna unità abitativa dotata di centralina propria. Con tutti questi accorgimenti un edificio con pareti altamente disperdenti, potrà salire ben oltre le due classi energetiche richieste dalla legge. Un intervento analogo è cominciato in un palazzo di via Guido Sieni. «Abbiamo fatto da apripista e non è stato per niente facile – spiega Chicco Planetta – le difficoltà maggiori sono essenzialmente tre: hai una normativa molto complessa e in alcune parti interpretabile. Invece la legge dovrebbe essere quanto più certa. Soprattutto se la tua controparte è l’Agenzia delle Entrate, e chi ci ha avuto a che fare sa bene quanto sia complicato risolvere ogni controversia. In ballo c’è l’intero finanziamento, e spesso si parla di cifre importanti. Quindi in queste pratiche bisogna essere inattaccabili. Infine l’altro grande scoglio sono gli enti ai quali cedere il credito di imposta: soprattutto nella prima fase anche per il personale delle banche la normativa del superbonus era una frontiera da scoprire. Per trovare la quadra nelle pratiche è stata necessario molto lavoro e pazienza. Ora è tutto più facile».

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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