Non ci fu esercizio abusivo assolti undici imputati

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Scagionati titolari e dipendenti di Ortsan e di una parafarmacia di via Amendola Soddisfatti i difensori: carrozzine e ausili ortopedici arrivavano preconfezionatidi Nadia Cossu

05 Febbraio 2021

SASSARI. Assoluzione perché il fatto non sussiste e restituzione delle attrezzature in sequestro. Si è concluso ieri mattina il processo per undici imputati a vario titolo di esercizio abusivo della professione e frode in forniture pubbliche nell’ambito di un’inchiesta che risale al 2014 e che aveva portato anche al sequestro preventivo del negozio di articoli ortopedici “Ortsan” e della parafarmacia “Salute e benessere” di via Amendola. Oltre ai titolari dei punti vendita erano finiti a giudizio anche alcuni dipendenti che nella tesi dell’allora pubblico ministero Carlo Scalas avrebbero svolto compiti senza avere la qualifica di “tecnico ortopedico”. Si tratta di Luca Ledda (amministratore unico di “Salute e benessere srl”), Giovanni Moi (direttore tecnico della Ortsan), Mariano Leoni, Gianluca Unali, Vincenzo Porcheddu, Gavino Casu, Claudio Nuvoli, Luciano Canu, Maria Alessandra Oggiano, Gesuina Demartis e Rita Pinna (dipendenti delle due attività). Tutti gli imputati erano difesi dagli avvocati Maria Claudia Pinna, Liliana Pintus, Pietro Piras, Marco Costa e Maria Pira. Accolta la tesi difensiva: «Quelle attrezzature arrivavano preconfezionate, non c’era bisogno di alcun intervento aggiuntivo. Venivano consegnate pronte al cliente».L’indagine riguardava infatti in particolare la fornitura di carrozzine e ausili ortopedici, in vendita sia nel negozio della «Ortsan» che nella parafarmacia che avrebbe avuto un contratto di prestazione esterna proprio con la storica azienda di via Amendola, da parecchi anni all’avanguardia nella fornitura di materiali ortopedici in tutta la Sardegna. Ma per il collegio presieduto dal giudice Elena Meloni (a latere Valentina Nuvoli e Gian Paolo Piana) – che ha accolto la richiesta dell’attuale pm Angelo Beccu – gli imputati non hanno commesso alcun reato e da qui il verdetto di assoluzione. L’indagine aveva preso il via dopo una denuncia e i carabinieri del Nas di Sassari – a conclusione degli accertamenti – avevano depositato il rapporto all’autorità giudiziaria. La linea della difesa – che ha insistito per l’assoluzione dei rispettivi assistiti – è sempre stata quella di dimostrare che carrozzine e ausili ortopedici arrivavano nei negozi già preconfezionati e, quindi, senza necessità di interventi specifici al momento della consegna ai clienti che avevano effettuato le ordinazioni. Consegna che – secondo i carabinieri del Nas – avrebbe dovuto prevedere espressamente la presenza del tecnico ortopedico. All’esito del dibattimento, tenuto conto di prove documentali e testimoniali, i giudici hanno ritenuto che gli undici imputati andassero assolti.

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