Un flash mob per liberare le spiagge dalla plastica

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A Porto Ferro e Platamona raccolta nazionale partita dalle associazioni di surfisti Decine di sacchi riempiti di rifiuti dai volontari per combattere l’inquinamento 
SASSARI. Un flash mob nelle spiagge di Porto Ferro e Platamona per liberarle dai rifiuti portati dalle mareggiate invernali ma anche abbandonati dagli incivili ai quali poco importa di pulizia e decoro. L’altro ieri, sabato 30 gennaio, la Sardegna (con adesioni anche a Buggerru e a Carloforte) ha partecipato all’iniziativa nazionale partita in sordina dal gruppo di surfisti Sons of the ocean di Livorno, ma che è poi dilagata in tutto il Bel Paese coinvolgendo 65 associazioni sportive, club, gruppi e tantissimi cittadini. Che si sono uniti spontaneamente per contribuire a tutelare l’ambiente sfregiato da quanti ancora restano insensibili a un tema che riguarda tutta la collettività.Dalle 10 a mezzogiorno era fissato l’appuntamento in tutta Italia per quello che è stato il primo “Flash mob pulizia spiagge” promosso dagli sportivi del mare. E anche a Porto Ferro, dove l’organizzazione è stata curata dalla Bonga Surf School, e a Platamona, con la regia del PlataBeach Surf Club, i volontari si sono riuniti per raccogliere i rifiuti che deturpavano il litorale. In muta o in scarpe da ginnastica e giubbotto, e sempre rispettando rigorosamente le misure del distanziamento e dell’uso della mascherina, hanno frugato tra la sabbia da dove spuntavano bottiglie di vetro, vecchie reti e attrezzature da pesca, tappi, contenitori di plastica, ciabatte, frantumati in mille pezzi. Ma anche sacchetti di rifiuti domestici che, invece di prendere la strada dei cassonetti hanno trovato come discarica le coste del Sassarese. Un lunghissimo elenco di spazzatura che continua a ferire l’ambiente in ogni luogo dell’isola e che i promotori del flash mob hanno accumulato in decine e decine di sacchi, del cui smaltimento si faranno carico i servizi di raccolta della Nettezza urbana. Se la plastica, prevalentemente trasportata a riva dal mare (ma nel mare ci è arrivata per mano dell’uomo) è stata la quantità di immondizia più consistente, a Porto Ferro solo in piccola parte è stato possibile rimuovere tronchi e rami, relitti delle forti mareggiate delle ultime settimane. La spiaggia, regno dei surfisti e valvola di sfogo per i sassaresi da quando sono ricomparse le restrizioni anti Covid, è invasa da grossi fusti di alberi, piante e pezzi di legno levigati dalle correnti marine e la loro raccolta non poteva essere compiuta dai volontari. Concluse le operazioni di pulizia, i partecipanti hanno approfittato dell’occasione per una surfata tra le onde oceaniche di Porto Ferro e per vedere la ricomparsa dell’emissario del lago di Baratz che si è aperto un varco nella spiaggia dopo decenni di assenza. Le piogge hanno fatto crescere il livello dell’unico lago naturale esistente in Sardegna, ripristinando un equilibrio ambientale che era venuto a mancare. E aggiungendo bellezza e fascino a una costa di grande pregio naturalistico. Anche il rinato corso d’acqua, però, avrebbe bisogno di una pulizia perché i rifiuti sono venuti a galla nel suo letto.E un contributo all’eliminazione della plastica dal mare lo hanno dato ieri il presidente della Sea Exsperience Sardinia, Carlo Fresu con il socio Dino Pieroni che hnno raccolto nelle calette di Coscia di Donna, a Stintino, una grossa quantità di rifiuti e che annunciano una mattinata dedicata a ripulire la zona

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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