Giù fatturato e serrande: “Porto Torres rischia la desertificazione”

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Tra drappi neri in segno di protesta, negozi costretti ad abbassare le serrande, e altri che resistono con un calo di fatturato di oltre il 50 per cento, Porto Torres rischia la desertificazione commerciale. L’entrata in zona arancione della Regione unita ad un anno intero di sofferenza hanno favorito fenomeni di disuguaglianza sociale sempre più marcati e una grave tensione sociale ed economica.

Il partito sardo d’Azione cittadino “Simon Mossa” intende proporre alcune iniziative a favore degli esercenti. “Senza una strategia chiara e coordinata – sostiene il segretario Psd’Az, Adriano Solinas – il tessuto imprenditoriale delle piccole medie imprese del commercio al dettaglio, dell’artigianato e del turismo già assediato dal commercio on-line questa città corre il rischio di una desertificazione del commercio”. Per questo i sardisti propongono di reiterare le norme varate nel 2020 per consentire alle attività una maggiore occupazione del suolo pubblico a titolo gratuito, la riduzione della Tosap e una rimodulazione della Tari (tassa rifiuti) per tutte le attività, compresi gli edili, che hanno subito un calo di almeno il 33 per cento di fatturato. “È necessario che la giunta convochi un tavolo con gli imprenditori e i rappresentanti dei locatori – aggiungono i consiglieri sardisti Spanu e Pantaleo – per calmierare i costi fissi dei locali e ricontrattare il canone con gli affittuari”. Si preme inoltre sulla programmazione turistica e sugli eventi culturali e di spettacolo: “Verifichiamo subito la fattibilità degli eventi tradizionali che negli anni hanno dato lustro alla città – sostiene Solinas – un sicuro volano economico per le attività commerciali”.

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