Morta a teatro, la Scientifica in aula

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La tragedia al Civico di Alghero, i testi: nella scala mancavano corrimano e luci
SASSARI. Nel punto della scala in cui era caduta Raimonda Asole Marcialis (in seguito deceduta) non era presente il corrimano e mancavano anche i punti luce “cortesia” sugli scalini. Era invece presente la cartellonistica che invitava a prestare attenzione ai gradini. Ieri pomeriggio, davanti al giudice Elena Meloni si è celebrata una nuova udienza del processo a carico del direttore della Fondazione Alghero, Paolo Sirena (difeso dall’avvocato Elias Vacca) e del tecnico di palcoscenico a cui la stessa Fondazione aveva affidato il servizio antincendio e di emergenza del teatro Civico, Antonio Luciano Sisto (assistito dal legale Ivan Golme). Entrambi gli imputati devono rispondere di omicidio colposo dopo la morte, avvenuta a giugno del 2017, della donna di 45 anni deceduta in seguito a una caduta dalle scale del teatro. Nell’udienza di ieri due poliziotti della Scientifica e un vigile del fuoco che fecero il sopralluogo subito dopo la tragedia, citati come testimoni dal pubblico ministero Enrica Angioni, hanno confermato le carenze già emerse nella prima fase investigativa. Ossia l’assenza di alcuni importanti dispositivi di sicurezza in quella scala del teatro.Raimonda Asole Marcialis era morta in un giorno di festa per lei e per la sua famiglia. Tutti insieme erano andati al teatro per assistere al saggio di fine anno della scuola di danza frequentata dalla figlia di 9 anni. Lo spettacolo era appena finito e il pubblico stava uscendo dallo stabile quando la madre della bimba era caduta dalle scale e dopo tre giorni di coma in ospedale era morta. Il sostituto procuratore Paolo Piras aveva chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio dei due imputati ritenendo che i due avessero omesso di provvedere all’installazione di appositi corrimano e dell’antiscivolo nella rampa di scale. Condotte di negligenza, imprudenza e imperizia che per la Procura avrebbero causato la morte della 45enne. L’avvocato Elias Vacca, che assiste Sirena, aveva spiegato in una delle udienze che «le carenze strutturali (rampe di scale, corrimano) non rientravano nella competenza della Fondazione, mentre il collega Ivan Golme, che difende invece Sisto, aveva chiarito – e lo ha puntualizzato anche ieri – che il suo assistito non era «il responsabile della sicurezza o dell’ufficio tecnico del Comune di Alghero, ma incaricato solo quel giorno come addetto al palcoscenico, antincendio e coordinatore dell’emergenza».Il processo è stato aggiornato a marzo quando ci sarà l’esame degli imputati e in quell’occasione saranno sentiti anche due testimoni della difesa. (na.co.)

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