Sassari, «Non solo spaccio, qui non ci sono regole»

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Esasperazione nella zona intorno a via Lamarmora. Lettera al sindaco: tensione sempre più palpabileNadia Cossu

30 Gennaio 2021

SASSARI. «Abbiamo la percezione, sempre più confermata dai fatti, di vivere in un luogo senza regole in cui vige la legge del più forte e in cui l’assenza del senso di protezione e di giustizia per i cittadini onesti si affievolisce dopo ogni richiesta disattesa di intervento e la sensazione d’impotenza prende il sopravvento tanto da pensare che sarebbe meglio andare via». Questa volta lo sfogo di un gruppo di residenti del centro storico, e in particolare della zona intorno a via Lamarmora, è stato messo nero su bianco in una lettera indirizzata al sindaco di Sassari. Lo fanno perché l’esasperazione ha raggiunto evidentemente il limite: «Attendiamo da anni che vengano adottate azioni di tutela dell’ordine pubblico e della dignità degli abitanti del centro storico e di tutta la città. Azioni che vengono urlate a gran voce dai vari attori che calcano il palco del “faremo” in fase elettorale e sempre disattese una volta “impoltroniti”. Ma in questo ultimo anno la situazione nel centro storico è sensibilmente peggiorata». Non solo spaccio, nel drammatico resoconto fatto dai residenti, e «non solo il mancato rispetto delle leggi, ma anche delle più basilari regole di civile convivenza. La tensione si fa ogni giorno più palpabile: minacce, liti, occupazione del territorio nonostante i divieti di assembramento sono all’ordine del giorno. C’è paura tra residenti e non a passare in alcune vie e a opporsi allo strapotere di spacciatori, tossici e bande di ragazzini».E raccontano cosa accade davanti alle loro abitazoni. «Qui gruppi di spacciatori di nazionalità prevalentemente nigeriana, ma anche molti sassaresi, stazionano perennemente sotto le nostre finestre, lungo tutte le vie del quartiere e disturbano i passanti offrendo merce di vario tipo, importunando le ragazze, anche giovanissime, con commenti e proposte varie, così come uomini ubriachi, da non reggersi in piedi, formano capannelli in barba a tutte le ordinanze covid e alla decenza. Questi soggetti quasi sempre quando arriva la pattuglia delle forze dell’ordine riescono a dileguarsi nei vicoletti senza alcun problema per poi riapparire qualche secondo dopo». «Non si contano più – aggiungono – le richieste di intervento alle pattuglie che arrivano e che tante volte non trovano nessuno a causa della conformazione del centro che consente sparizioni improvvise e anche grazie all’organizzazione delle sentinelle. Forse sarebbe il caso di pensare a un’altra tipologia di intervento, come già segnalato».Altro annoso problema sono «i rifiuti ingombranti e pericolosi abbandonati per strada, la raccolta differenziata inesistente, il degrado urbano, strade piene di buche e la sporcizia che regnano nonostante le ripetute segnalazioni».Ma nel centro storico si registra un altro preoccupante “fenomeno”: «La vendita di oggetti rubati di ogni tipo in pieno giorno e senza nessun timore, poiché consci di avere l’impunità, e il possesso di armi rudimentali (come una fiocina artigianale), anche queste esibite senza nessun timore».Da qui la richiesta con forza «di una sede di polizia fissa in zona per garantire il rispetto delle regole e interventi per una riqualificazione urbana, culturale e umana del centro storico ma soprattutto sicura e luogo di rispetto e attuazione diritti fondamentali».

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