A Sassari per la prima volta una Pietra d’inciampo: è per Zaira Coen Righi

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Oggi alle 15 in piazza d’Italia la città ricorda l’insegnante del liceo Azuni deportata nel 1944 ad Auschwitz dove morì
SASSARI. Una “Stolpersteine”, ossia una “pietra d’inciampo” sarà posizionata – per la prima volta a Sassari – domani alle 15 in piazza d’Italia, di fronte alla casa dove abitava Zaira Coen Righi, docente del liceo Azuni di origine ebrea che nel 1944 fu deportata ad Auschwitz, dove morì nei forni crematori. Sassari, in vista della Giornata della memoria che si celebra il 27 gennaio, omaggerà con la piccola targa d’ottone l’insegnante di Scienze, moglie del medico sassarese Italo Righi (che sposò nel 1919), stimata e perfettamente inserita nella vita culturale e sociale della città. La Coen Righi, alla quale peraltro nel 1998 è stato intitolato l’archivio storico dell’Azuni per volere dell’allora preside Lidia Massarella, all’improvviso venne sostituita nelle sue funzioni in ottemperanza alle aberranti leggi razziali.A raccontare la vita di questa grande donna è tra gli altri Francesco Bua, storico professore del liceo di via Rolando e autore della “Storia del Liceo Azuni”, di cui il terzo volume è di prossima pubblicazione. Bua ricorda come per Zaira Coen Righi il 1936-37 fu l’ultimo anno d’insegnamento “normale”: «Nel maggio, insieme ad altri docenti aveva accompagnato le alunne dell’Azuni nella gita scolastica a Caprera e il 30 giugno era stata nominata commissaria all’esame di maturità nel Regio liceo ginnasio di Siena. Un anno drammatico fu invece il 1937-38 concluso con la sua sospensione e la successiva dispensa dall’insegnamento a causa delle leggi per la difesa della razza nelle scuola italiana promulgate il 15 settembre e il 17 novembre dal ministro dell’Educazione nazionale Giuseppe Bottai». La Coen era nata a Mantova nel 1879, prima di tre sorelle, in seguito la famiglia si trasferì a Bologna dove Zaira compì gli studi fino alla laurea in Scienze Naturali conseguita nel marzo del 1905. A Sassari arrivò nel dicembre del 1915 come docente straordinaria di scienze nel corso complementare della Regia scuola normale femminile. Nel 1923 con l’entrata in vigore della riforma Gentile e la conseguente soppressione della cattedra di scienze nel nuovo Istituto magistrale, fu trasferita all’istituto tecnico e infine nel 1935 al liceo Azuni dove rimase fino al 1938, anno della sospensione e della morte del marito. «Rimasta vedova, nonostante i parenti sardi l’avessero invano pregata di rimanere nell’isola dove sarebbe stata più al sicuro in tempi di persecuzioni razziali – ricorda sempre Bua – decise di raggiungere a Firenze la sorella secondogenita Ione Coen Muggia rimasta anche lei vedova. Per le due donne iniziò il periodo più drammatico.Costrette a nascondersi, pare denunciate dal portiere dello stabile dove abitavano, furono arrestate a Firenze il 15 aprile 1944 e poi trasferite il 23 nel campo di concentramento e transito di Fossoli. Il 16 maggio 1944 partirono in un vagone piombato e dopo 7 giorni di viaggio giunsero in piena notte nel campo di concentramento di Auschiwtz». Dove poi Zaira morì.

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