Il centro trasfusioni perde due tecnici

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Ozieri, dura protesta dei sindaci del distretto sanitario Di recente altri tre erano stati trasferiti, organico all’ossodi Barbara Mastino

25 Gennaio 2021

OZIERI. Levata di scudi dal territorio contro la decisione della direzione sanitaria di Ares di trasferire in un’altra sede due tecnici del laboratorio del Centro trasfusionale dell’ospedale Segni di Ozieri, dove il personale era già in precedenza carente e quindi costretto a turni massacranti. Il trasferimento improvviso dei due Tslb (tecnici sanitari di laboratorio biomedico), che segue di poco la precedente partenza di altri tre loro colleghi, ha ridotto il numero di operatori presenti in reparto a sole tre unità, e le difficoltà di chi è rimasto a garantire il servizio fanno temere che il prossimo passo sia la chiusura.Una ferma opposizione a questa decisione, definita da più parti incomprensibile, arriva dalla conferenza dei sindaci del distretto sanitario, che per voce del presidente, il sindaco di Ozieri Marco Murgia, fanno sapere che «la nostra contrarietà a questa decisione è assoluta, e stiamo già agendo a tutti i livelli per ottenere un ripensamento della direzione sanitaria». Parla di «decisione inattesa e incomprensibile assunta dal direttore sanitario dell’Ares» il capogruppo di Leu in consiglio regionale, Daniele Cocco, consigliere di Bottidda, che ha già presentato un’interrogazione urgente all’assessore alla Sanità Mario Nieddu. Un servizio che opera già da tempo a ranghi ridotti dopo il trasferimento di altri tre tecnici avvenuto di recente, rischia la chiusura con un’ulteriore riduzione del personale, che già opera, come sottolinea Cocco nel suo intervento, in «grandissima sofferenza». Una situazione incomprensibile per un laboratorio che «garantisce un servizio insostituibile non solo per il presidio ospedaliero ma per l’intero sistema sanitario del territorio» dice ancora Cocco, che ricorda anche che «l’ospedale di Ozieri rappresenta un importante presidio sanitario del centro Sardegna poiché eroga indispensabili servizi di medicina specialistica a una parte consistente della popolazione dei territori interni della Sardegna». Un ruolo che l’ospedale Segni ha mantenuto, e anzi accresciuto, in questo periodo di emergenza sanitaria, nel quale un depauperamento di personale in un servizio essenziale come il laboratorio analisi appare davvero una decisione incomprensibile. Un servizio che lungi dal venire ridotto dovrebbe essere anzi rafforzato, e per questo motivo nella sua interrogazione il consigliere Cocco sollecita da parte della Regione «una seria rivalutazione dell’intero organico del laboratorio dell’ospedale di Ozieri basato sull’effettivo fabbisogno assistenziale dei territori interni della Sardegna».

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