Il turismo rinasce a passo lento

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Via alla creazione dei Cammini di Santa Barbara: 200 km tra vecchie miniere, chiese e monumentidi Giovanni Bua

24 Gennaio 2021

SASSARI. Escursioni a passo lento. A caccia delle meraviglie ambientali, culturali e religiose, con intorno un’accoglienza da strutturare, da mettere in rete. Sono la nuova frontiera dell’accoglienza turistica i “Cammini”, su cui tutti stanno scommettendo. A iniziare dall’Unione europea, che li considera uno degli assi principali per lo sviluppo del settore ed è disposto a finanziarne la crescita. E arrivando fino alla Regione, che ha avviato un percorso progettuale per la realizzazione della filiera, identificando nei Cammini un prodotto strutturato e competitivo. E anche Sassari ha deciso di giocare la sua parte, in un segmento che promette di essere tra i più promettenti per il territorio: il turismo minerario.L’occasione è stata una nota del 14 dicembre scorso, con cui la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara ha chiesto all’amministrazione comunale di sottoscrivere un Protocollo di Intesa per l’avvio della iniziativa “Cammino Minerario di Santa Barbara del Nord-Ovest nel territorio della Nurra”. Proposta che il Comune ha fatto sua, approvando con una delibera di giunta datata 19 gennaio, lo schema del progetto a cui seguirà il protocollo.L’obiettivo è creare un itinerario storico, culturale, ambientale e religioso da dedicare alla storica attività mineraria del territorio e al connesso culto per Santa Barbara, da percorrere a piedi lungo gli antichi cammini verso i principali siti minerari, attraversando i luoghi di culto e le chiese dedicate alla patrona dei minatori nella regione storica della Nurra. Oltre 200 chilometri di percorso che si snodano tra Sassari, Alghero, Porto Torres, Putifigari e Uri e che nell’area comunale toccherebbero le miniere dell’Argentiera, passando per la Chiesa Romanica dedicata a Santa Barbara a Li Punti, quella a Molafà. Senza dimenticare la possibilità di inserire i monumenti archeologici come il nostro altare prenuragico di Monte D’Accoddi, ma anche Monte Baranta in Comune di Olmedo, le tombe di S’Incantu in Comune di Putifigari, il complesso nuragico di Palmavera in Comune di Alghero, il ponte romano e il complesso archeologico di Porto Torres, le domus de janas e le strade romane di Su Crocifissu Mannu, che testimoniano le grandi opere realizzate dall’uomo nel territorio nel corso degli ultimi 5.500 anni. E la possibilità, da verificare, di percorrere a piedi anche il vecchio tracciato della ferrovia a scartamento ridotto che dalla stazione di Sassari porta alla stazione di Olmedo.Un itinerario dalle potenzialità immense, ancora da tracciare, che andrà corredato con un rilievo di dettaglio Gps per produrre cartografia digitale e cartacea, un inventario delle opere degli interventi da effettuare per renderlo pienamente fruibile, la creazione di segnaletica e cartellonistica interna ed esterna, la divisione in singole tappe da classificare in base a distanza e grado di difficoltà. E ancora l’inventario delle strutture ricettive e dei punti di ristoro presenti, la descrizione delle chiese e degli edifici di culto dedicati a Santa Barbara, verificando il loro stato di conservazione e indicando i necessari interventi di tutele. E il riversamento di tutto nel sito web del Cammino, che sorgerà i contemporanea in tutta l’Isola, in parte già operativo nell’sud ovest. Il tutto con risorse finanziate dalla Regione, la cui gestione sarà demandata alla fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara.Un’operazione a costo zero per i Comuni che aderiranno, insomma, con enormi benefici per tutto il territorio, che potrà incrementare la sostenibilità e la competitività del turismo culturale durevole che, negli ultimi 10 anni, ha fatto registrare una notevole crescita proprio nel settore dell’archeologia industriale.

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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