Ex Concerie: muri a rischio cedimento

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Perizia dei tecnici comunali, polizia locale e vigili del fuoco: nell’area fatiscente è necessaria la messa in sicurezzadi Luigi Soriga

23 Gennaio 2021

SASSARI. Ciò che resta delle antiche concerie dà il benvenuto a chi arriva in città: un sorta di squallido biglietto da visita, di quelli accartocciati e scoloriti. Ingresso di Santa Maria, sulla destra dopo il cavalcaferrovia all’incrocio con via Padre Ziranu. Ieri mattina, verso mezzogiorno, davanti a quei muri che sembrano cadere a pezzi da un momento all’altro, c’erano vigili del fuoco, agenti della polizia locale e tecnici del Comune. Un sopralluogo congiunto per verificare lo stato di conservazione dell’edificio fatiscente, e soprattutto valutare gli eventuali rischi di cedimento strutturale. Le storiche concerie vennero costruite nel 1850 dalla famiglia Vielà e le gestirono sino a fine secolo. Poi le cedettero ai Costa, che portarono avanti l’attività sino alla Seconda guerra mondiale. Poi i locali cambiarono destinazione d’uso, e ospitarono prima il grossista di alimentari Enrico Enrichetto e alla fine degli anni Settanta, il mobilificio di Pino Mura (Pinomù). Alla metà degli anni Ottanta un incendio distrusse lo stabilimento e ne decretò il decadimento. A quel punto l’intera area, ormai totalmente deprezzata, venne acquistata dalla Demontis costruzioni srl e dagli imprenditori Sciarra. Il progetto era quello di riqualificare il lotto, magari con la possibilità di poter demolire e ricostruire mantenendo o incrementando la cubatura. Purtroppo però gli investitori non avevano fatto i conti con i vincoli rigorosi e talvolta incomprensibili della Soprintendenza, che consente una serie di interventi a patto di mantenere intatto il perimetro esterno, cioè i muri che cadono a pezzi e fanno quella istantanea post bombardamento che si affaccia su via Predda Niedda, a due passi dalla cupola di Santa Maria. Manufatto di oltre un secolo, pura archeologia industriale. Per la Soprindenza va preservto come un reperto storico. I tecnici e i vigili ispezionano palmo a palmo le crepe nei muri, le cicatrici del tempo, annotano possibili criticità, parlano tra loro di pericolo collasso. Prendono nota delle grate in ferro al primo piano, ormai corrose e appiccicate per miracolo. Guardano dei fili elettrici volanti che corrono lungo la facciata. Infine i vigili del fuoco osservano dei contatori Enel attivi e completamente aperti.Poi tutti entrano nel cortile, e inizia il tour interno nel degrado. La vegetazione è cresciuta per anni incontrollata, e ormai spinge contro le recinzioni. È una piccola selva in inverno, figuriamoci cosa diventa in primavera e poi anche in estate, quando all’infestazione di topi e parassiti si aggiunge anche il rischio incendi. Dopo un’ora il sopralluogo è terminato. Lo step successivo saranno le relazioni da inviare ai proprietari dell’area fatiscente per obbligarli alla messa in sicurezza delle parti a rischio cedimento.

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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