Il Coros: no ai rifiuti radioattivi nell’isola

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Votazione unanime della giunta e dei sindaci per ribadire la totale contrarietà allo stoccaggio delle scorie nucleari
OSSI. Con deliberazione urgente e con votazione unanime, la giunta dell’Unione del Coros ha dichiarato la totale contrarietà, in rappresentanza dei dodici sindaci dei comuni aderenti all’Unione, all’individuazione della Sardegna come sede di deposito nazionale per i rifiuti radioattivi. Secondo la mappa delle ipotetiche aree identificate dalla Sogin (la società dello Stato responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi) per accogliere le scorie nucleari italiane (secondo quanto stabilito dal D.Lgs. n. 31/2010 e successive modifiche), anche la Sardegna risulta inserita tra quelle potenzialmente idonee, unitamente al Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, Basilicata e Sicilia. Pur non essendo stato individuato nessuno dei Comuni dell’Unione del Coros tra le zone individuate nella mappa, l’Ente Coros ritiene che l’intero territorio della Sardegna possa essere danneggiato dal gravame nucleare permanente che si percuoterebbe sulle generazioni future, stravolgendo la destinazione naturale ed economica dei territorio interessati. È accertato infatti che la scorie ad alto contenuto di radioattività richiedono tempi di isolamento che oscillano indicativamente dai 300 anni al milione di anni per livelli di radioattività comparabili con quelli ambientali. Nei giorni scorsi tutti i comuni dell’Unione hanno già dichiarato nei loro consigli comunali l’assoluta contrarietà all’ipotesi di considerare la Sardegna terra di accoglienza delle scorie nucleari. Con la delibera urgente numero 60 del 12 gennaio 2020, l’Unione del Coros, ritiene opportuno ribadire il messaggio inequivocabile delle singole amministrazioni e supporta questa presa di posizione con la netta contrarietà alle scelte della Cnapi (Carta Nazionale delle Aree potenzialmente idonee) ad ospitare il deposito dei rifiuti radioattivi di tutta Italia, approvata dai Ministri dello Sviluppo Economico (Patuanelli ) e dell’Ambiente (Costa). Il no categorico è già stato indirizzato agli organi competenti anche dalla Regione Sardegna che attraverso il presidente Christian Solinas ha già dichiarato la coordinazione di ogni forma democratica di mobilitazione popolare ed istituzionale qualora vengano assunte decisioni non idonee al futuro della Sardegna. «Ribadisco il mio totale disappunto all’accoglienza delle scorie nucleari- sottoscrive il Presidente dell’Unione del Coros Carlo Sotgiu. Al di la dei singoli provvedimenti che ogni comune delibererà, abbiamo ritenuto doveroso esprimerci con un chiaro atto politico che sottoscrive fermamente le volontà non solo dei comuni del Coros ma di tutta la Sardegna».

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