Perfugas piange il professore che lottò contro la leucemia

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PERFUGAS. Ha lottato sino alla fine con tutte le sue forze, lasciando una testimonianza esemplare. Per i suoi congiunti, gli amici che più di altri lo hanno conosciuto e per i tanti compaesani che…
PERFUGAS. Ha lottato sino alla fine con tutte le sue forze, lasciando una testimonianza esemplare. Per i suoi congiunti, gli amici che più di altri lo hanno conosciuto e per i tanti compaesani che lo hanno sempre stimato. Egidio Addis, il “professore” come molti lo chiamavano, ha dovuto combattere nell’ultimo anno con una forma molto grave di leucemia.Aveva raccontato alla Nuova l’esperienza della sua degenza perché sentiva un dovere di gratitudine verso i medici che lo avevano preso in cura. Provate diverse terapie e recuperate un po’ di forze, aveva deciso di fare ritorno a casa, nella sua Perfugas.Qui aveva continuato a fare le sue trasfusioni. «Il mio desiderio più grande – aveva detto in quella circostanza – è dire come, malgrado le difficoltà del presente, ci siano reparti e ospedali in cui si può ancora trovare conforto e comprensione». Egidio Addis è stato per molti anni un insegnante di Applicazioni tecniche della scuola media. Aveva ricoperto anche l’incarico di vicesindaco del suo paese negli anni in cui Perfugas era amministrato dal dottore Tonino Burrai. Da amministratore e cittadino, ha sempre sostenuto l’associazionismo e preso attivamente parte alla vita della parrocchia. A 75 anni, vale a dire pochi mesi prima della morte, aveva conosciuto il mondo dei social, ma, in realtà, come ha notato un suo compaesano, quello era stato forse un modo per contattare tutte le persone conosciute e amiche per un’ultima volta. Di Egidio Addis, sempre nei social, ha postato un commovente ricordo il parroco di Palau don Paolo Pala, che, giovanissimo, iniziò il suo mandato di parroco proprio a Perfugas. «Egidio era un uomo integerrimo, estremamente severo con sé stesso, con un adamantino senso della giustizia e del dovere in ogni sua declinazione concreta: sposo, padre, insegnante, amministratore, collaboratore parrocchiale. Aveva uno stile di vita austero, quasi monastico, e una sobrietà nel parlare che stemperava ogni eccesso dell’interlocutore. Riservatissimo e delicatissimo nei sentimenti e nei principi che viveva e insegnava con la testimonianza»Giuseppe Pulina

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