«Scuola di via Gorizia, situazione vergognosa»

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Il Pd attacca sui doppi turni e offre soluzioni alternative. Italia in Comune: «Disagi enormi per tutti»
SASSARI. La “grana” via Gorizia, con mezza scuola media chiusa per lavori e alunni costretti ai turni pomeridiani per mancanza di locali alternativi, arriva in commissione consiliare. O almeno questa è la richiesta depositata dal gruppo Pd, formato da Giuseppe Masala, Carla Fundoni, Fabio Pinna e Giuseppe Mascia, che vogliono che della questione si occupino IV e V in seduta congiunta con richiesta di audizione degli assessori ai lavori pubblici e alle politiche educative oltreché del dirigente scolastico del comprensivo Pertini-Biasi. Oggetto della commissione sia l’analisi politica della situazione che una proposta pratica per risolvere il problema. «L’amministrazione – attaccano i Dem – dipingevano un quadro roseo negli istituti scolastici elencando risorse finanziarie disponibili, inizio lavori imminenti e nessuna problematica dal punto di vista della attività didattica, dobbiamo invece purtroppo evidenziare che le cose non stanno così».«La tardiva proposta avanzata dall’Amministrazione comunale per evitare i doppi turni nella scuola secondaria di primo grado di via Gorizia non è assolutamente percorribile – spiegano – troppi i disagi che si arrecherebbero a famiglie e studenti nel dislocamento delle classi nei lontani plessi di Via Coppino e Via Bottego. Riteniamo praticabile invece predisporre un piano di utilizzo che ricomprenda non solo il plesso di via Forlanini – già preso in considerazione dall’assessorato – ma anche il plesso di via Rockfeller dell’Istituto comprensivo Tola. Lo stabile occupato al piano terra dagli uffici dei Servizi Sociali e da una associazione di volontariato, al piano superiore dispone di 8 aule, perfettamente agibili, fruibili e inutilizzate. Lo stabile è munito di ascensore funzionate e di servizi igienici utilizzabili».Sul tema, che da una settimana scalda gli animi di un centinaio di famiglie, e di docenti e dirigenti impegnati pancia a terra a ricostruire didattica e orari per l’impegno pomeridiano mentre si cerca una soluzione alternativa, interviene anche Italia in Comune, con il presidente del circolo di Sassari Luigi Satta e la coordinatrice Aurora Bayslak: «Circa nove classi subiranno nell’immediato futuro enormi disagi dovuti all’inizio di lavori di manutenzione, richiesti per anni e mai programmati prima. Occorre che vengano vagliate proposte concrete e tempestive, come quelle emerse durante l’incontro che si è svolto nel pomeriggio del 7 gennaio, unico vero momento, tardivo purtroppo, di comunicazione tra le parti coinvolte. Garantire il diritto allo studio in condizioni dignitose dovrebbe essere la priorità assoluta per una amministrazione che al momento non offre soluzioni valide se non l’utilizzo di locali di altri istituti, per cui i genitori chiedono a gran voce di approntare quantomeno un servizio di trasporto pubblico gratuito per gli studenti che dovessero eventualmente essere “smistati” in altre strutture cittadine, assolutamente da reperirsi vagliando anche le proposte dei genitori presenti alla riunione». (g.bua)

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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