Sassari, terapia intensiva raddoppia

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Consegnato il nuovo reparto con 30 posti letto al piano terra della prima stecca bianca di Giovanni Bua

09 Gennaio 2021

SASSARI. I posti di letto di terapia intensiva raddoppiano. Passando da 16 a 30. Per di più tutti ospitati in un’unica struttura rispetto alle tre attuali, con evidenti benefici sulla razionalizzazione del personale e sulla operatività del reparto. Una boccata di ossigeno in vista della possibile “terza ondata” di pandemia. E la chiusura di una pagina lunga e dolorosa per quanto riguarda l’edilizia sanitaria cittadina. I lavori nei locali che ospitano il nuovo reparto erano infatti in corso dal 2013. Anche se per completarli dopo l’ultimo via libera sono stati necessari solo 30 giorni.Si tratta di un ampio spazio al piano terra della prima stecca bianca di viale San Pietro, consegnato dopo i lavori di adeguamento record. I lavori urgenti, realizzati con le imprese all’opera 24 ore su 24, che hanno riguardato la realizzazione delle pavimentazioni e dei rivestimenti, il completamento e adattamento all’emergenza degli impianti elettrici, telefonici e trasmissione dati, degli impianti di sicurezza, telecamere, antincendio, condizionamento e gas medicali.Una vera cavalcata, considerando che il cantiere è stato consegnati il 2 dicembre al raggruppamento temporaneo di imprese formato dalla Intercantieri Vittadello Spa di Pordenone e dalla Tepor Spa di Cagliari. Il 7 dicembre gli operai hanno iniziato le opere edili per concluderle l’altro ieri. Ieri mattina l’impresa della pulizie ha avviato le opere che consentiranno di trasferire i primi arredi già per il 20 gennaio quindi i primi pazienti.I lavori sono stati effettuati grazie al bando di gara aperta, indetta a livello nazionale dal commissario per l’emergenza sanitaria Covid, Domenico Arcuri, che ha consentito di intervenire proprio per la ristrutturazione e l’adeguamento della Terapia intensiva.«I tempi e gli impegni sono stati rispettati – ha detto il commissario straordinario dell’Aou di Sassari Antonio Spano – e nell’arco di 30 giorni siamo riusciti a terminare i lavori edili. Questa, per il momento, diventerà l’unica terapia intensiva Covid dell’Aou di Sassari e al suo interno confluiranno le altre tre terapie intensive Covid attive in questo momento. Il risultato atteso è quello di una ottimizzazione delle risorse umane mediche e infermieristiche e una unificazione dei processi clinico assistenziali. Abbiamo dimostrato che le cose si possono fare in fretta e per questo dobbiamo ringraziare il raggruppamento temporaneo di impresa che ha vinto la gara e che ha lavorato giorno e notte e il nostro Ufficio tecnico. Da sottolineare poi che, in caso di necessità, si potranno riattivare i sei posti letto di intensiva nel reparto di Malattie Infettive».L’apertura della struttura darà una risposta alle necessità dettate dall’emergenza Covid. La pressione sulle terapie intensive, infatti, nella seconda fase della diffusione del Sars-Cov2, è stata particolarmente critica. Basti pensare che tra marzo e maggio scorso, nelle terapie intensive dell’Aou di Sassari, sono stati ricoverati 30 pazienti Covid positivi. Da agosto a oggi, invece, sono stati circa un centinaio.Finita la pandemia, seguirà un’ulteriore fase di lavori che porterà la Rianimazione alla sua conformazione definitiva, con 23 posti letto. Il risultato sarà una struttura moderna, conforme agli standard di sicurezza e qualità previsti dalle vigenti normative sanitarie.«La struttura dovrà adesso essere arredata – ha aggiunto il responsabile dell’Ufficio tecnico Roberto Manca – quindi seguiranno i collaudi necessari delle apparecchiature e sull’impiantistica. I nostri collaudi si chiuderanno nell’arco di tre o quattro giorni. Per quanto riguarda l’accreditamento per i reparti Covid è necessaria una semplice autorizzazione. E questo permetterà di accelerare i tempi. Ma nulla cambia per quanto riguarda dotazioni e standard di sicurezza». 

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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