Parte il battello ecologico Spazzamare

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Un’imbarcazione versatile che si occuperà del recupero dei rifiuti galleggianti nell’Area protetta del Parco dell’Asinara di Gavino Masia

09 Gennaio 2021

PORTO TORRES. È ripartito nelle scorse settimane il progetto Spazzamare per l’ispezione delle acque e il recupero di rifiuti galleggianti nell’Area marina protetta del Parco dell’Asinara. Il battello ecologico arancione è una imbarcazione versatile e veloce, nata e progettata come mezzo per la tutela del mare e delle sue risorse. L’intervento è finanziato dal ministero dell’Ambiente per un importo di 75mila euro e impegna l’Amp in un lavoro di operazioni ordinarie di ispezione e controllo degli specchi acquei di competenza. Si tratta di interventi di recupero di attrezzi da pesca illegali o abbandonati e di attività di raccolta di rifiuti galleggianti, per lo più plastiche, e di pulizia del mare. Nel periodo di attività svolto finora sono stati già raccolti circa 1300 chilogrammi di materiale plastico per 20 metri cubi. E tra il materiale spiaggiato sono state recuperate buste, recipienti di ogni dimensione, parti di imbarcazioni, giochi di bambini, rifiuti sanitari, piatti, bicchieri, posate, cotton fioc, tappi e mozziconi di sigarette. Il progetto ha una durata annuale e coinvolge due figure professionali in grado di lavorare a bordo dello spazzamare e di portare avanti le attività previste. Il battello viene inoltre utilizzato in stretta collaborazione con la Capitaneria di porto turritana e il Corpo forestale della Regione, per alcuni interventi di rimozione di attrezzi abbandonati o persi nei fondali marini.Le operazioni di recupero dei rifiuti avvengono sia a mare, tramite raccolta manuale con coppo, sia sul litorale ad opera degli addetti contrattualizzati nel progetto. Durante le mareggiate invernali i circa 110 chilometri di costa dell’Asinara, in particolare l’interno delle piccole cale, diventano luoghi di deposito naturale dei rifiuti galleggianti che vengono purtroppo trasportati dalle correnti e provengono da siti molto lontani come le coste spagnole e francesi. Il battello è stato impiegato per la bonifica di queste zone di deposito con l’ausilio di una piccola imbarcazione, usata come mezzo di appoggio per trasferire sul mezzo i rifiuti raccolti a terra. Durante le operazioni di raccolta e del materiale solido galleggiante, l’approccio operativo prevede l’immediato riconoscimento del materiale nella fase di rimozione e il conferimento a bordo. La fase successiva comprende il trasferimento dello stesso ad un cassone appositamente attrezzato e localizzato nel borgo di Cala Reale: qui viene effettuata una prima cernita finalizzata alla differenziazione dei rifiuti, prima del conferimento alle ditte autorizzate allo smaltimento definitivo, in collaborazione con il Comune di Porto Torres. L’attività permette di recuperare mediamente 5mila chili di plastica all’anno per un volume di circa 80 metri cubi e consente di mantenere l’isola in condizioni ottimali per i visitatori e per la flora e la fauna che vive nelle zone marine più superficiali.

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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