«Canale Orune, non è nostra competenza»

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Il presidente del Consorzio di bonifica della Nurra Piero Zirattu smarca il suo ente, ma dichiara: «Siamo pronti a prenderci carico del problema»

ALGHERO. «Per legge, la manutenzione del canale Orune non spetta al Consorzio di bonifica. Nonostante questo, negli ultimi sei anni abbiamo iniziato a pulire il corso d’acqua e chiesto alla Regione i fondi per concludere l’intervento. Non è mai arrivata risposta, ma ribadiamo la nostra disponibilità a farci ancora carico del problema». Così il presidente Pietro Zirattu e il Consiglio di amministrazione del Consorzio di bonifica della Nurra intervengono nelle polemiche sorte negli ultimi giorni sui danni provocati dall’esondazione di questo canale che si sviluppa tra Porticciolo e lo stagno del Calik. Campagne allagate, raccolti da buttare e fango fin nelle abitazioni. In questi giorni, sono stati eseguiti interventi di manutenzione straordinari per tamponare l’emergenza.
Ma la situazione è complessa e richiede un approccio definitivo: «Ci vogliono almeno 2milioni di euro per ripristinare condizioni minime di sicurezza – spiega il Cda – ma deve essere chiaro che in vicende come queste le responsabilità vengono da lontano: lungo l’alveo sono presenti da decenni attraversamenti abusivi insieme a rifiuti di ogni genere. Il cambiamento climatico e il moltiplicarsi di eventi estremi impone a tutti di trattare con maggior attenzione i corsi d’acqua. È il momento che ognuno faccia la sua parte: come ente siamo pronti a prendere in mano la situazione. In base alla normativa, per quest’opera non potremmo attingere al bilancio consortile costituito dai contributi degli associati. Questo non ci impedisce di chiedere e gestire un finanziamento regionale com’è accaduto nel 2014 quando abbiamo pulito 4chilometri del canale e altri 7 di quelli limitrofi. Abbiamo presentato richiesta agli Assessorati regionali all’Agricoltura e ai Lavori pubblici per proseguire l’opera. Crediamo che i Consorzi di bonifica siano i soggetti più idonei a curare interventi di questo tipo».
«E’ una responsabilità che nel resto d’Italia viene affidata ai nostri enti – sottolinea Zirattu – E ci dispiace che invece qualcuno continui a occuparsi di noi solo quando ci sono problemi e su temi su cui non abbiamo competenza. I Consorzi sono invece una risorsa, e non vanno considerati solo come meri distributori di acqua agli agricoltori. Assolvono fin dalle origini a compiti ben più nobili e di interesse generale e ambientale. Come ripetiamo spesso, è arrivato il momento di valorizzare in Sardegna la nostra realtà soprattutto nell’ottica del “Green new deal”. Mettiamo il nostro patrimonio di competenze ed esperienze a disposizione della Regione». Nel caso del canale Orune, secondo il Consorzio di bonifica della Nurra il problema va affrontato coinvolgendo tutti i soggetti: il Comune di Alghero (che in base alla legge ha competenza sui corsi d’acqua naturali ricadenti nel suo territorio), la Regione autonoma della Sardegna (che può finanziare l’opera), il Consorzio (che è in grado di progettare e gestire i lavori), ma anche i proprietari dei terreni in cui ricadono gli affluenti del canale Orune (che possono curare la pulizia degli alvei). «Non è il momento delle polemiche – conclude la dirigenza dell’Ente – perché di fronte a sfide così complesse bisogna fare fronte comune e assumersi ognuno le proprie responsabilità. Chi abita nella Nurra di Alghero ha diritto alla soluzione di un problema che rischia di mettere in ginocchio il territorio».
Nella foto: il presidente del Consorzio Piero Zirattu

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