Troppi ripetitori a Rizzeddu, protesta il comitato

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«Serve un’indagine da parte dell’Asl per monitorare l’inquinamento da campi elettromagnetici»
SASSARI. Non vuole fare allarmismo, il Comitato Rizzeddu Monserrato, ma lancia comunque l’allarme: nel quartiere continuano a crescere le antenne di ripetitori radio e per la telefonia mobile, e servirebbe un’indagine conoscitiva da parte delle istituzioni, sanitarie e non, per verificare se l’alta presenza di campi elettromagnetici non possa causare problemi alla salute dei residenti. «Perché la salute dei cittadini viene al primo posto fra tutti i problemi». È una disputa anche scientifica quella sull’elettrosmog, di cui si dibatte da anni. Evidenze certe che i campi ad alta frequenza possano causare malattie oncologiche non ce ne sono, ma per il principio di precauzione non si può nemmeno escludere un effetto nocivo a lungo termine. Perciò preoccupano quelle antenne su tetti e terrazzi degli edifici più alti, che occorre ricordarlo, vengono installate solo con il consenso dei condomini e dietro pagamento. Già dal 2001 dal quartiere si erano levate proteste che l’anno successivo approdarono anche in consiglio comunale. A distanza di vent’anni e di fronte al proliferare di ripetitori, è il Comitato Rizzeddu Monserrato a drizzare di nuovo le antenne. il presidente Marco Ussi e i componenti Gianni Pinna e Giuseppe Losito sollecitano «una indagine conoscitiva e accurata alle istituzioni sulla reale presenza dell’elettrosmog nel rione e se questo possa essere la causa della recrudescenza delle malattie come i tumori, i disturbi cardiaci, riproduttivi e neurologici». Il comitato ha anche predisposto un reportage fotografico degli impianti presenti, in particolare quelli che sono proprio a ridosso della scuola d’infanzia e a quella primaria di via Washington e all’asilo nido di via Madrid. «Non vogliano creare allarmismi ingiustificati – ribadiscono – ma sollecitiamo un monitoraggio costante nella zona dopo che di recente c’è stata l’ennesima installazione di altri ripetitori per la telefonia mobile. Il numero di ripetitori è aumentato, a nostro parere in misura esagerata, e un controllo sulla “salubrità” della zona è quanto mai indispensabile. Sarebbe interessante che l’Asl indagasse se in questi ultimi vent’ anni si è verificato un aumento di tumori e altre malattie. Se invece questo non fosse e se l’elettrosmog non superasse i parametri di norma, il comitato non sarà contrario alla presenza di ripetitori. Non possiamo, infatti, essere contro l’innovazione e il progresso della scienza e delle nuove tecnologie».«Noi siamo pronti a collaborare – è la conclusione – ma intanto è necessaria una risposta urgente perché possiamo rispondere adeguatamente alle pressanti richieste che ci arrivano numerose dagli abitanti del quartiere». (p.f.)

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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