Festa in strada per la scarcerazione

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In estate brindisi con lo champagne dopo l’annullamento delle misure cautelari
SASSARI. All’inizio di luglio dello scorso anno un elicottero dei carabinieri si era alzato in volo all’alba e aveva iniziato a volteggiare sulle case del quartiere di San Donato. Quasi trecento militari avevano cinto d’assedio la zona antica della città e puntato su obiettivi mirati, cerchiati in rosso su una cartina che era stata costruita dopo mesi e mesi di indagini da parte degli uomini del nucleo investigativo provinciale dell’Arma. L’operazione internazionale contro il narcotraffico, coordinata dal sostituto procuratore Giovanni Porcheddu, aveva portato all’esecuzione di 16 misure cautelari in carcere, mentre 23 persone erano finite agli arresti domiciliari. Il blitz aveva permesso di scoprire un ingente traffico di eroina e cocaina proveniente da diverse città italiane (in particolare Aversa, Napoli, Torino e Vicenza) e dall’estero, con movimenti quantificabili in circa 10 chili al mese. Tanta droga destinata alla Sardegna e con la centrale dello spaccio localizzata proprio a Sassari, nel centro storico, dove era stata smantellata una organizzazione formata da cittadini nigeriani. Per qualche giorno il quartiere aveva ripreso a respirare, ma a fine luglio il tribunale del Riesame aveva annullato l’ordinanza del giudice delle indagini preliminari e la maggior parte degli arrestati era tornata in libertà. Chi era rinchiuso nel carcere di Bancali era stato scarcerato e chi era finito agli arresti domiciliari aveva potuto riprendere a muoversi liberamente per il centro storico.«Quel giorno – raccontano gli abitanti di San Donato – non ce lo dimenticheremo mai. La scarcerazione è stata festeggiata per strada con lo champagne in mezzo alla strada al grido di “italiani di m…”». (l.f.)

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