Ittiri, è allarme contagi L’appello del sindaco: «Siate responsabili»

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ITTIRI. Nell’arco di una settimana i casi di contagio da covid 19 sono passati da 64 a 96, numeri più che preoccupanti per il sindaco Antonio Sau che, attraverso un messaggio sui social si è rivolto…
ITTIRI. Nell’arco di una settimana i casi di contagio da covid 19 sono passati da 64 a 96, numeri più che preoccupanti per il sindaco Antonio Sau che, attraverso un messaggio sui social si è rivolto ai propri concittadini, con termini chiari, netti e inequivocabili, ma altrettanto decisi per dare una scossa a quanti non hanno ancora la percezione della gravità della situazione. «Sento il dovere ma anche il piacere – dichiara il primo cittadino – di inviarvi un pensiero e un messaggio augurale in un momento di grande difficoltà per la nostra comunità, dovuto al preoccupante aumento dei contagi da corona virus che, nell’arco di una sola settimana, solo aumentati di oltre trenta unità, passando da 64 a 96». Sau, nel descrivere la situazione, usa termini equilibrati e misurati, per evitare panico tra i cittadini, ma lo fa senza mezzi termini tanto che definisce il dato «Un indicatore pericoloso che deve richiamare tutti ad un grande senso di responsabilità verso la comunità». Comunità che comprende gli anziani, i più deboli perché affetti da altre patologie che rendono il virus pericolosissimo e i bambini. «Che meritano di necessari spazi di crescita, il loro rientro nelle scuole, di praticare sport, ma sopratutto di ritornare padroni del loro tempo, mancante purtroppo di una parte che non gli verrà più restituita. Facciamolo – esorta il capo dell’esecutivo – per il rispetto dovuto ai molti artigiani e commercianti, ai commercialisti e alle partite Iva per il terrore, giustificato, che si protragga ancora per molto il periodo di chiusura, situazione che difficilmente passerà senza causare forti danni all’intera economia di Ittiri». In chiusura l’appello pone l’accento sul dovere di fare quanto richiesto. «Per il dovuto rispetto verso le persone che non ce l’hanno fatta e verso i loro familiari, che trascorreranno questi giorni nel ricordo di chi, purtroppo, non c’è più». L’appello si conclude con «L’augurio per un 2021 di rilancio e di ripresa delle nostre attività quotidiane, sociali, culturali, politiche produttive e lavorative». Vincenzo Masia

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