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Ciao Daniele, porta lassù il tuo grande ottimismo

Daniele Doro nella redazione di via PorcellanaLa Nuova Sardegna in lutto, Doro è stato una grande penna e un amico sincero dello sport sassarese Francesco Pinna

22 Dicembre 2020

SASSARI. Sembra di sentirla sempre la risata di Daniele Doro. Era uno dei punti fermi della Nuova Sardegna, in via Porcellana o a Predda Niedda. Anche quando è andato in pensione la potevi sentire, magari ogni tanto, magari quando eri triste e avevi solo bisogno di un punto di riferimento ottimista. E chi se lo dimenticherà mai Daniele Doro, quella risata contagiosa, quella coperta di Linus di chi ha frequentato la Nuova. Era un collega competetente e generoso Daniele, una persona dolce, buona, gentile. Ottimista, sì ottimista, non è una parolaccia, è quello che mi viene in mente ora che penso a lui con le lacrime agli occhi. Vedeva sempre il lato bello delle cose. Chiedete a tipografi e giornalisti chi era Daniele Doro, chiedete ai collaboratori, a chi bazzicava il mondo dello sport alla Nuova di cui lui aveva le chiavi, chiedete anche a quelli che telefonavano per sapere un risultato, avere un’informazione. Avrete la stessa risposta. La stessa di chi lo ha avuto compagno di banco per decenni e sa che grande persona era. Ha passato una vita alla Nuova Daniele Doro. La mattina impiegato alla Asl e la sera al giornale a occuparsi di sport. Ha cominciato prestissimo a frequentare la redazione, c’era quando nei giornali si respirava inchiostro, piombo e buone maniere, e quando è arrivata la tecnologia. La sua grande passione era l’atletica (da ragazzo aveva fatto anche il giudice), sapeva tutto, storie e numeri di un mondo affascinante. Ma sapeva tutto anche di musica lirica, sì avete capito bene: Verdi e Puccini li conosceva come Zola e Gianni Puggioni. Il Paradiso per lui era un posto dove sedersi con delle grandi cuffie e sentire la Traviata mentre davanti scorrono le immagini del calcio, magari i gol della amata Torres che ha raccontato ininterrottamente per decenni. Speriamo che lassù abbiano un’antenna potente, un abbonamento a Sky, Dazn o quello che vi pare. Non credo che possa fare a meno di vedere la sua Torres, la sua Juventus, e come scherzavamo in redazione, se non ci sono le squadre del cuore ci vediamo Corinthias-San Paolo o Islanda-Singapore. Era un onnivoro del pallone. Quindi non scherzate lassù, organizzatevi. Lui continuerà a coltivare la sua passione e noi proveremo a sentire ancora quella risata fantastica, magari un po’ attutita dalle nuvole, ma sempre presente in un angolo del nostro cuore. Ciao Daniele, grazie per esserci stato. E chi ti dimenticherà mai.

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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Written by ViviSassari

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