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Nella chiesetta di Loreto 550 anni di devozione

OZIERI. Presieduta dal vescovo Corrado Melis, si è tenuta nei giorni scorsi a Ozieri la celebrazione per i 550 anni della consacrazione della chiesetta campestre della Beata Vergine di Loreto, la…
OZIERI. Presieduta dal vescovo Corrado Melis, si è tenuta nei giorni scorsi a Ozieri la celebrazione per i 550 anni della consacrazione della chiesetta campestre della Beata Vergine di Loreto, la seconda più antica della città dopo la chiesa di Santa Maria ora inglobata nel nucleo della Cattedrale dell’Immacolata. Concelebrata con il vescovo emerito Giovanni Dettori, il rettore della chiesa Gavino Leone e il parroco della Cattedrale don Antonello Satta, la cerimonia religiosa, svoltasi lo scorso sabato 12 dicembre alle 16 alla presenza dei componenti della società religiosa omonima, ha visto anche la benedizione delle stampe – fatte realizzare per l’occasione – che riproducono tre dei quadri che compongono il pregevole polittico del Maestro di Ozieri, ora custodito nel museo diocesano di Arte Sacra, del quale nella chiesetta era presente sin’ora solo il quadro centrale che raffigura la traslazione del tempio di Loreto, opera del pittore Salvatore Ghisaura realizzata nel 1870. Accanto a questo dono, sempre per celebrare il 550esimo anniversario è stato realizzato, con il contributo dei fedeli, un calice commemorativo in argento alla cui base sono presenti tre medaglioni dorati che raffigurano la Madonna di Loreto, la Santa Casa e lo stemma del vescovo Melis.La celebrazione è stata occasione per affidare ancora una volta la città di Ozieri e la sua comunità alla Vergine di Loreto, che da oltre cinque secoli veglia sulla città, con l’auspicio, espresso dal rettore don Leone e dal comitato, che essa possa farlo ancora per tanto tempo secoli e che «i valori della Casa di Nazareth siano sempre più radicati nella comunità». La chiesa è testimone di una devozione antichissima, che risale alla metà del XV secolo quando la chiesa fu, dal 1470, sede del convento dei frati Minori Osservanti prima del loro trasferimento nella chiesa di San Francesco da loro fondata. In seguito, dal 1591 al 1593, Loreto fu dimora dei Cappuccini, che la lasciarono per trasferirsi sul colle omonimo dove hanno sede la chiesa dei santi Cosma e Damiano e il convento ora nucleo storico dell’ospedale. Furono i Cappuccini a commissionare al Maestro di Ozieri il polittico, definito dagli storici dell’arte una delle più belle opere d’arte sarde di tutti i tempi. La chiesa fu realizzata grazie al contributo della famiglia Cedrelles, il cui stemma campeggia nei capitelli del presbiterio. Un pezzo di storia della città che è luogo molto amato dagli Ozieresi, che negli anni ne hanno alimentato la devozione e hanno dato alla chiesa, e al rione omonimo, l’appellativo familiare di Su Redu, che deriva dalla “storpiatura” della parola Loreto prima in S’Oreddu, che sta a indicare anche s’oru, ovvero la periferia del centro abitato. La chiesa infatti si trova fuori dal nucleo principale cittadino. (b.m.)

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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Written by ViviSassari

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