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Il sindaco di Sassari: «Fuori chi ha tradito»

SASSARI. Fuori i quattro “traditori” di Sardegna Civica, ma anche Peppino Palopoli e Giancarlo Serra. Dentro il Movimento 5 stelle, con il presidente del consiglio comunale Maurilio Murru e i due consiglieri Laura Useri e Federico Sias. In soffitta il “monolite”: il gruppone unico, che ha finito per creare più problemi che vantaggi. E via, dal primo gennaio, a 5 nuovi gruppi che ricalchino (più o meno) le liste che hanno permesso all’onda civica di spazzare via in concorrenti alle amministrative dello scorso anno. Botti di Natale nella maggioranza che appoggia Nanni Campus. Con il sindaco che annuncia il nuovo assetto in una conferenza stampa, affiancato da Maurilio Murru e da una numerosa rappresentanza dei 15 fedelissimi che hanno confermato la totale adesione al progetto civico originario. Con, il sala, il capogruppo in Senato del M5s Ettore Licheri, a “bollinare” un accordo che è passato al vaglio delle alte sfere del Movimento.Sindaco, un terremoto.«Una salutare scossa direi».La sua maggioranza perde sei consiglieri, avete i numeri per andare avanti?«Prima dell’accordo programmatico sancito oggi no. E infatti ero pronto a presentare le dimissioni».E ora? «Ora siamo 18. Quanto basta per andare avanti, con rinnovato spirito. E senza condizionamenti».Chi la voleva condizionare?«Conosco bene i rituali della politica. E non ho mai accettato gli agguati da muretto a secco. Chi alza la tensione per contarsi e cercando di contare».Parla di Sardegna Civica?«Parlo di tutti quelli che hanno tradito il mandato originario. Che prevedeva una forza civica unita, che si fondeva dentro il progetto che era stata chiamata a mandare avanti. Quindi i quattro di Sardegna Civica e Giancarlo Serra, ma anche Palopoli, che per primo ha voluto segnare una differenza e per questo è stato allontanato dal resto dei consiglieri».Hanno ostacolato il cammino?«No, non hanno fatto in tempo. Appena ho capito cosa stava succedendo ho subito pensato di dare le dimissioni».E invece?«E’ invece è arrivata l’offerta del M5s, che mi rende orgoglioso. E l’adesione convinta dei 15 consiglieri rimasti. È tornata la fiducia, la voglia. E soprattutto i numeri, la maggioranza assoluta che ci permette di governare senza compromessi».Nessun compromesso con il M5s?«So che a qualcuno sembra strano. Ma con il M5s c’è un limpido accordo programmatico. Loro hanno posto dei punti, su cui peraltro c’era già un’ampia identità di vedute. E non hanno chiesto niente. E appunto niente cambierà nella giunta».Vi accusavano di essere già alleati da tempo.«Quando ho offerto a Murru la presidenza del consiglio l’ho fatto per aprire alle opposizioni, a tutto il consiglio, per inaugurare una fattiva collaborazione per il bene della città. Molti non hanno capito. Poi in questo scorcio di mandato ho apprezzato la loro serietà e il senso di responsabilità. E anche grazie a questo l’accordo è stato facile».Smonterà il monogruppo?«Sì. Dal primo gennaio ci saranno 5 gruppi, rappresentazione, anche se non necessariamente identica, delle liste che hanno vinto le elezioni».Farlo è stato un errore?«Col senno di poi forse sì. Anche se era coerente con quello che abbiamo detto in campagna elettorale. Alla lunga però ha reso complicate le comunicazioni tra i consiglieri, il loro coinvolgimento, la loro presa di responsabilità, che per me è un valore irrinunciabile».Non era quello che chiedeva Sardegna Civica?«No, Sardegna Civica chiedeva visibilità, che è cosa ben diversa. A costo di creare problemi ad arte. Mi rendo conto che un movimento civico come il nostro in una amministrazione complessa come quella di Sassari è un azzardo, un laboratorio permanente. Noi siamo pronti a fare aggiustamenti, ma tutto può funzionare solo se c’è lealtà e fiducia. Entrambi venuti a mancare».Pesa il “pasticcio” Luna e Sole?«Nessun pasticcio. Magari un problema di comunicazione tra me e l’assessora, che ha finito per rendere meno chiaro un passaggio che per me era scontato. E che ho ben spiegato in seguito. La pratica andava “validata” dal punto di vista tecnico, con un passaggio in commissione, e poi discussa politicamente in consiglio, dove per me andava bocciata perché non rispondente all’interesse pubblico. Si è voluta fare una tempesta in un bicchiere d’acqua».Le prove sull’urbanistica che vi attendono sono ben più complesse.«E siamo pronti ad affrontarle. Stiamo lavorando senza sosta in tutti i campi, anche grazie ai nuovi dirigenti. E dal punto di vista urbanistico, dopo avere “aggiustato” le regole del gioco, siamo a un passo dalla definizione del centro intermodale, dalla “liberazione” delle Valli dal rischio idrogeologico. Dal recupero delle strutture abbandonate, e dalla chiusura delle incompiute. Anche per questo serviva una maggioranza coesa, e la totale fiducia reciproca».Rimorsi?«Nessuno. Sapevo che sarebbe stato difficile. Anche perché non ho da offrire candidature, poltrone, favori. Ma solo la partecipazione a un progetto che spero diventi regola nel governo anche di città complicate come Sassari. Per natura sono abituato a guardare avanti. Senza conti da regolare con nessuno. Ma non sono disposto a farmi logorare da logiche che ho sempre rifiutato».

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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Written by ViviSassari

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