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Adesca 12enne su Instagram: indagato un uomo di 45 anni di Sassari

Indotta a inoltrare una sua foto solo con le mutandine e poi è stata minacciata
SASSARI. Costretta a vedere video di uomini e donne senza abiti, indotta a inoltrare una sua foto solo con le mutandine e minacciata: «Se racconti a qualcuno i contenuti delle nostre conversazioni e delle videochiamate uccido tua madre e tuo fratello». Parole che fanno male soprattutto se a riceverle è una bambina di dieci anni, incapace di intercettare il pericolo e di difendersi. La Procura di Caltanissetta, nell’ambito di un’ampia indagine della polizia postale che ha toccato diverse regioni italiane, ha notificato la conclusione delle indagini preliminari a un 45enne, studente universitario fuoricorso di Sassari. I reati contestati sono pesantissimi – pornografia minorile, adescamento di minore, detenzione di materiale pornografico – con condanne che possono arrivare anche a dododici anni di reclusione.Stando all’inchiesta della Procura di Caltanissetta, l’indagato attraverso la messaggistica del social network Instagram avrebbe inoltrato a una bambina di dieci anni «numerosi video di se stesso senza indumenti – scrive il pubblico ministero Chiara Benfante – e un altro in cui una donna si toccava le parti intime». Ma non si sarebbe limitato a questo. Attraverso l’applicazione di messaggistica istantanea “Kik”, avrebbe effettuato «diverse videochiamate durante le quali si mostrava disteso a letto (…) inducendo la minore a partecipare a esibizioni pornografiche e segnatamente a farsi inoltrare una fotografia che la ritraeva solo con le mutandine e un video in cui appariva completamente nuda». Come se non bastasse, il 45enne, probabilmente resosi conto dello stato d’animo della bambina che a quel punto era molto spaventata, l’avrebbe minacciata «prospettandole l’intenzione – scrive sempre il pm – di uccidere la madre e il fratello qualora avesse riferito a terzi i contenuti delle loro conversazioni e videochiamate, per costringerla a commettere il reato di favoreggiamento personale».Nei giorni scorsi all’uomo, che è assistito dall’avvocato Antonio Secci, è stata notificata la chiusura delle indagini a suo carico. La polizia postale qualche mese fa era piombata nel suo appartamento e gli aveva sequestrato smartphone, tablet, pc, pen drive e hard disk. Il materiale analizzato avrebbe consentito agli inquirenti di costruire un pesante quadro accusatorio. (na.co.)

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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Written by ViviSassari

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