Sennori, caso bollette: 13 richieste di processo

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Il pm ha proposto il rinvio a giudizio per Desini, l’ex maggioranza e i funzionari Per l’accusa hanno falsificato i debiti che il Comune aveva nei confronti dell’Eneldi Salvatore Santoni

11 Dicembre 2020

SENNORI. Sono tredici le richieste di rinvio a giudizio per falso ideologico, a carico di altrettanti amministratori e funzionari del Comune di Sennori, arrivate a margine dell’inchiesta avviata tre anni fa dalla Procura di Sassari attorno al mega debito maturato dall’ente con l’Enel. L’udienza dal gup Carmela Rita Serra si terrà il 3 marzo 2021. Le indagini, coordinate dal procuratore Gianni Caria e svolte dal nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Sassari, erano partite nel 2017 e hanno portato alla luce una presunta manipolazione dei documenti contabili dell’ente della Romangia. Secondo l’accusa, gli indagati «in esecuzione di un medesimo disegno criminoso» avrebbero «formato o concorso a formare nelle rispettive qualità, con condotte commissive e omissive, il bilancio del Comune e gli atti allegati e conseguenti per gli anni 2013, 2014 e 2015 in cui si attestava falsamente la situazione debitoria, con riferimento ai cospicui debiti derivanti dal mancato pagamento di bollette pregresse di energia elettrica nella misura comprensiva di interessi di oltre 168mila euro per il 2013 e oltre 275mila per il 2014». Al centro dell’inchiesta sono finiti 9 tra consiglieri e assessori che facevano parte dell’allora maggioranza di governo: il sindaco Roberto Desini; gli assessori Nicola Sassu, Mario Satta, Vincenzo Leoni, Francesco Senes, Antioco Lampis, Maria Antonietta Pazzola, Giovanni Cocco e Tonino Casada. E siccome i bilanci, prima di essere votati dalla parte politica, vengono certificati dai vari uffici, tra gli indagati figurano anche 4 tecnici: la segretaria generale dell’ente, Gavina Turra; il responsabile dell’ufficio tecnico, Gianni Melis; la responsabile del settore finanziario, Nicolina Cattari; e il revisore dei conti dell’ente, Nicola Navarre. Le bollette arretrate dell’Enel sono state oggetto di varie, e turbolenti, sedute dell’assemblea civica sennorese. Il culmine dello scontro politico si era raggiunto in Consiglio il 28 dicembre 2015, quando l’allora minoranza “allargata” – c’erano anche tre fuoriusciti dalla maggioranza che sosteneva Desini – aveva sparato a zero contro l’allora assessore al Bilancio, Mario Satta, accusandolo di aver deciso coscientemente, insieme agli altri colleghi della giunta, di trascurare la situazione debitoria delle bollette per spendere i soldi diversamente. Lo scontro fu durissimo, con interventi al vetriolo da entrambe le parti. La maggioranza aveva replicato che davanti alle ristrettezze economiche era necessario fare delle scelte dettate dalle priorità. Furono prese decisioni importanti dal punto di vista tecnico-contabile, fino a rivendicare pubblicamente la bontà della scelta di ritardare il pagamento delle bollette per indirizzare la spesa su altri canali, ritenuti dalla maggioranza dell’epoca meritevoli di maggiore priorità.

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