Mariotti si è insediato l’Università riparte

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Arrivato il decreto ministeriale: il rettore è adesso ufficialmente in carica Il nuovo prorettore è Andrea Piana: «Andiamo subito a caccia di bandi e risorse»di Roberto Sanna

11 Dicembre 2020

SASSARI. L’Ateneo può ripartire. Non che sia rimasto fermo negli scorsi mesi ma la pandemia e la lunghissima attesa per le elezioni avevano sicuramente rallentato una macchina che adesso può ripartire a pieno regime. Il nuovo rettore Gavino Mariotti si è insediato ufficialmente all’inizio della settimana, dopo l’arrivo in tempi piuttosto celeri del decreto ministeriale che ha convalidato la sua vittoria schiacciante alle elezioni dello scorso 26 novembre.Ieri mattina il nuovo rettore si è presentato ufficialmente nella sede centrale dell’Ateneo e con lui c’era il nuovo prorettore vicario: a prendere il posto di Luca Deidda sarà il professor Andrea Piana, 60 anni, docente ordinario di Igiene. «Sono estremamente orgoglioso di aver ricevuto questo incarico – commenta – anche pensando a quello che è stato il mio maestro Alessandro Maida, e a lungo rettore di questo Ateneo e a sua volta docente di Igiene. Un’altra cosa mi ha fatto estremamente piacere: il fatto che la mia nomina sia stata apprezzata da molti all’interno dell’Università. Ho ricevuto parole di apprezzamento da parte di tantissimi colleghi e anche da parte degli esponenti del personale tecnico e amministrativo. Tutti hanno voluto sottolineare il mio carattere, la mia predisposizione per la mediazione e la volontà di tenere buoni rapporti con i colleghi. Un lato che ho potuto affinare sia nel mio dipartimento, sia quando ho abbandonato per un anno e mezzo l’ambito scientifico per coordinare l’attività dei “visiting professor” nella sede centrale». La sua è stata una carriera svolta tutta all’interno dell’Università sassarese: «Qui mi sono laureato e da lì è cominciata tutta la trafila da studente interno, ricercatore, quindi professore associato e ordinario. Sono stato anche presidente di Farmacia per sei anni e coordinatore del dottorato di ricerca, incarico, quest’ultimo, che dovrò per forza di cose abbandonare».Il nuovo prorettore vicario è carico di entusiasmo e anche consapevole dell’impegno che lo attende: «Vorrei continuare a svolgere ricerca e lavorare nel mio dipartimento, ma per il resto il rettore non ha voluto assegnarmi deleghe specifiche proprio per permettermi di spaziare a tutto campo nelle varie attività dell’Ateneo. Credo anche io che la ricerca sia un settore fondamentale e la prima cosa da fare sarà mettersi alla caccia di bandi da vincere per portare risorse. E dovremo essere bravi a uscire dalla nostra casa e spaziare su tutto il territorio italiano, dove la concorrenza è molto forte ed è forse più difficile vincere rispetto ai bandi europei».

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