Caduta mortale al teatro di Alghero: «Ricordo mia moglie a terra nel sangue»

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In aula il marito di Raimonda Asole Marcialis, morta dopo essere caduta dalle scale: «La responsabilità è del Comune»Luca Fiori

11 Dicembre 2020

SASSARI. «Ricordo ancora le grida di quella sera dopo il saggio di musica di nostra figlia: “Giuseppe, Giuseppe corri, Raimonda è caduta”. Mi ero trattenuto a scattare le ultime foto dentro il teatro quando quella richiesta di aiuto mi fece gelare il sangue. Quando arrivai davanti alle scale interne Raimonda era per terra e rimetteva sangue. Aveva delle scarpe basse e non i tacchi come disse qualcuno e perse l’equilibrio perché quelle scale erano buie e pericolose».Con il racconto straziante fatto in aula da Giuseppe Irranca, ieri mattina si è aperto il processo per omicidio colposo in seguito alla morte della compagna Raimonda Asole Marcialis, la donna deceduta in seguito a una caduta dalle scale del teatro Civico di Alghero nel mese di giugno del 2017. Sul banco degli imputati, davanti al giudice Elena Meloni, ci sono l’ex direttore della Fondazione Alghero, Paolo Sirena (difeso dall’avvocato Elias Vacca) e il tecnico di palcoscenico a cui la stessa Fondazione aveva affidato il servizio antincendio e di emergenza del teatro Civico, Antonio Luciano Sisto (assistito dall’avvocato Ivan Golme). Ma non sono loro per il compagno di Raimonda Asole Marcialis che dovrebbero rispondere di quello che tre anni fa è capitato alla madre della sua bambina che ora ha 12 anni. «Ho scelto di non costituirmi parte civile nel processo penale – ha detto l’uomo al giudice – perché credo che il responsabile della tragedia che ha colpito la nostra famiglia sia il proprietario del teatro e quindi il Comune di Alghero». L’uomo ha deciso di intraprendere una causa civile contro l’amministrazione, perché sia l’ente pubblico a pagare per quello che è capitato. «Quello di cui ancora oggi non mi capacito – ha aggiunto Giuseppe Irranca – è stato il mancato intervento delle forze dell’ordine subito dopo l’incidente. Ma la cosa ancora più assurda è che solo due giorni dopo quello che capitò a Raimonda le manifestazioni del teatro proseguirono nell’assoluta indifferenza».Era il 18 giugno di tre anni fa quando Raimonda Asole Marcialis, andando via dal teatro Civico di Alghero dopo aver assistito al saggio di musica della figlia, era scivolata sui gradini che conducono all’uscita e aveva battuto violentemente la testa, riportando un trauma cranico molto grave. Dopo tre giorni di coma la donna, che aveva solo 48 anni, era morta nel reparto di Rianimazione dell’ospedale civile di Sassari. Il processo proseguirà a fine gennaio per l’audizione di altri testimoni.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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