Un encomio per i carabinieri eroi

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Premiati dal Comune i militari che arrestarono il femminicida Douglas Fadda
SASSARI. Un encomio ai carabinieri della sezione operativa e della sezione radiomobile della compagnia di Sassari e ai colleghi del reparto investigativo del Comando provinciale che a metà febbraio hanno arrestato Francesco Douglas Fadda, il femminicida che a Sorso assassinò la compagna davanti alle due figlie piccole, ritirato dal comandante provinciale dell’Arma Dioniso De Masi. Tutto durante la cerimonia organizzata dal Comune nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Comune ha organizzato una breve quanto significativa cerimonia nella sala del Consiglio di Palazzo Ducale. Il presidente Maurilio Murru, proseguendo il progetto “Non solo un Giorno” iniziato un anno fa, ha previsto un momento di riflessione per testimoniare l’impegno costante dell’Amministrazione contro il fenomeno dei femminicidi e dei maltrattamenti, anche psicologici, sulle donne. Presente la sedia rossa, che ricorda tutte le donne vittime di ogni genere di violenza. Dopo gli interventi in apertura del sindaco Nanni Campus, del presidente del Consiglio Maurilio Murru e dell’assessore ai Servizi sociali Antonello Sassu, Pietrina Carrucciu, operatrice in una delle numerose case protette gestite dalla Congregazione Figlie della Carità, ha raccontato la sua esperienza con le vittime di tratta, e di sfruttamento sessuale, lavorativo, dell’accattonaggio fino ai matrimoni combinati. In pochi minuti ha condensato storie di indescrivibili soprusi, dall’inferno libico, alle giovani comprate nei Paesi del Nord Africa per essere rivendute in piccoli paesini sardi, così come dall’Est Europa. Bibiana Pala, in rappresentanza della Questura di Sassari, ha invitato a scaricare la app gratuita youpol che consente di denunciare anonimamente le violenze: sarà poi il gps a svelare la posizione della vittima. La dirigente ha sottolineato come, se da un parte c’è stata un’imponente evoluzione normativa per la soppressione dei reati di genere, dall’altra non c’è stata la stessa crescita mentale nella società, dove una vittima di violenza è ancora giudicata e soprattutto allontanata dalla comunità. Bibiana Pala ha ricordato come la maggior parte delle violenze di genere avvenga dentro le mura domestiche e come durante il lockdown la app youpol abbia consentito di mettere in sicurezza più di 600 donne in tutta Italia. All’incontro erano presenti anche alcune consigliere e consiglieri comunali, assessore e assessori e una rappresentanza della commissione Pari Opportunità.

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