Polo penitenziario, l’Università firma un’intesa triennale

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Coinvolti detenuti di Sassari, Nuoro, Alghero e Tempio Elezioni del rettore: oggi dalle 9 aperto il voto elettronico
SASSARI. Urne virtuali aperte oggi dalle 9 alle 19, con l’Università che va al voto elettronico per scegliere il nuovo rettore: oltre mille elettori dovranno scegliere chi prenderà il posto di Massimo Carpinelli. Oggi e mercoledì servirà la maggioranza assoluta, in caso non si arrivi a un’elezione venerdì si andrà al ballottaggio. Cinque i candidati in lizza: Luca Deidda, Gian Paolo Demuro, Roberto Furesi, Plinio Innocenzi e Gavino Mariotti.Nel frattempo l’anno accademico ha già mosso i primi passi, sempre nelle modalità on line previste a causa dell’emergenza sanitaria, e tra le iniziative in campo c’è la firma di un nuovo protocollo d’intesa per il triennio 2020-23 per il Polo universitario penitenziario (che coinvolge studenti iscritti all’Università di Sassari detenuti negli Istituti penitenziari di Alghero, Nuoro, Sassari e Tempio Pausania) per realizzare un progetto di informatizzazione delle aule universitarie penitenziarie unico in Italia. In base al nuovo protocollo d’intesa, aderiscono a un patto istituzionale per il diritto allo studio universitario delle persone che abbiano limitazioni della libertà personale non solo l’Università di Sassari e il Provveditorato regionale dell’amministrazione Penitenziaria (già firmatari dell’edizione 2014-20) ma anche l’Ufficio interdistrettuale di Esecuzione penale esterna e il Centro per la giustizia minorile. L’innesto dei due nuovi enti permetterà di offrire maggiori servizi e tutele alle persone che scontano la pena all’esterno degli istituti penitenziari e ai giovani fino a 25 anni di età che abbiano commesso reati da minorenni. Ma sono soprattutto l’alto tasso tecnologico, la spinta decisa verso la dematerializzazione, la capillarità e il dettaglio dei servizi a caratterizzare il nuovo protocollo. «Abbiamo lavorato continuamente per mesi per realizzare un network tra istituzioni che non ha eguali in Italia – dice il provveditore dell’amministrazione penitenziaria Maurizio Veneziano – e ha ricevuto molto apprezzamento dal Ministero della Giustizia come progetto pilota a livello nazionale». «Lasciamo al prossimo governo di ateneo un Polo Universitario Penitenziario in ottima salute, con un protocollo moderno, multilaterale e inclusivo» afferma il rettore uscente Massimo Carpinelli.Contemporaneamente alla stesura del nuovo protocollo d’intesa, e traendo spunto dagli insegnamenti derivanti dal lockdown, si è avuta la spinta per realizzare un progetto che solo fino a pochi anni fa sarebbe stato impossibile immaginare: l’allestimento di aule didattiche informatizzate, una in ogni istituto penitenziario, dedicate esclusivamente agli studenti universitari. Il coordinatore di Ateneo per il progetto, Emmanuele Farris, precisa: «Il nostro Polo universitario penitenziario, con quasi 70 studenti ,di cui il 61% in alta sicurezza, l’8,5% al 41bis e il 30,5% in media sicurezza, è il quarto in Italia per numeri assoluti, ma il primo per incidenza sulla popolazione detenuta: negli istituti penitenziari dove opera il Puolo Uniss, studia all’Università il 5,4% della popolazione detenuta, contro una media nazionale dell’1,4%. Nell’ultimo anno accademico abbiamo avuto un incremento del +61% di studenti rispetto al triennio precedente. Abbiamo ridotto di 3,5 volte il numero di studenti che non riescono a dare esami, portandolo quasi a zero, e più che raddoppiato il numero di studenti meritevoli».

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