Primo round per il nuovo rettore

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Domani oltre mille tra docenti, amministrativi e studenti al voto elettronico: i candidati sono cinque di Roberto Sanna

23 Novembre 2020

SASSARI. Cinque candidati, oltre mille persone (tra docenti, amministrativi e rappresentanti degli studenti, chiamate al voto, un rettore da eleggere per i prossimi sei anni: dopo una lunga attesa, un ruvido strascico di polemiche, ad anno accademico di fatto già operativo e i direttori di dipartimento già rinnovati, l’Ateneo sassarese domani andrà alle urne per scegliere il successore di Massimo Carpinelli. Urne virtuali, per la prima volta, ma l’emergenza non consente altre scelte. Così come a farla da padrona, in questo momento, è la didattica a distanza.Campagna lunghissima. I cinque candidati sono Luca Deidda (Economia), Gian Paolo Demuro (Giurisprudenza), Roberto Furesi (Agraria), Plinio Innocenzi (Chimica)e Gavino Mariotti (Scienze umanistiche). In pista praticamente dalla fine del lockdown di primavera, non hanno mollato la presa e arrivano al voto dopo una campagna elettorale serrata, impegnativa anche fisicamente. Sono stati numerosi i confronti pubblici (uno anche organizzato dalla Nuova Sardegna con i sindaci delle cinque città nelle quali l’Università è presente), senza contare quelli interni che hanno visto i singoli candidati confrontarsi con i rappresentanti dei dipartimenti e delle diverse componenti. Una preparazione estenuante anche perché sei anni fa si votò in giugno e fino al lockdown i candidati si avevano una data simile come traguardo; il blocco di tutte le attività ha poi fatto slittare tutto a dopo l’estate, in più, nonostante le contestazioni il rettore Carpinelli ha indicato la data del 28 novembre, disattendendo anche le indicazioni dei direttori di dipartimento in carica in quel momento che avrebbero preferito la metà di ottobre. Polemiche che, comunque, adesso non hanno più valore perché siamo arrivati davvero alla resa dei conti.Il voto. Domani e mercoledì si vota a maggioranza assoluta: con cinque nomi in campo, difficile che al primo colpo venga fuori il nome del nuovo rettore. Il risultato di domani è però importante per vedere le reali forze in campo e magari già le eventuali alleanze in vista della seconda giornata e dell’eventuale ballottaggio di venerdì. Difficile anche fare pronostici perché non è detto che i dipartimenti votino compatti, in più c’è la grande incognita di Medicina che non ha saputo, o voluto, esprimere un candidato ma all’interno dell’Ateneo ha un peso specifico importante. Così come è innegabile che a condizionare in qualche modo il voto potrebbe essere, oltre ai programmi, la volontà di dare o meno un taglio netto col passato. I numeri sono chiari: voteranno 593 docenti, 503 amministrativi e i rappresentanti degli studenti. Il meccanismo prevede però il voto ponderato per gli amministrativi (che contano il 10 per cento rispetto ai docenti) e anche per una parte dei rappresentanti degli studenti, quindi i voti in ballo sono molti meno della somma algebrica degli elettori. Sei anni fa, ancora con cinque candidati in lizza, per spuntarla Massimo Carpinelli ebbe bisogno di un ballottaggio con Eraldo Sanna Passino concluso per una manciata di voti: 387 a 355. E non è detto che anche stavolta non finisca così.

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