Area di crisi: «Eni mantenga impegni»

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I sindacati chiedono certezze dopo l’annuncio della sottosegretaria Todde
SASSARI. «L’Eni va richiamato con forza affinchè rispetti e mantenga gli impegni assunti nel 2011. Non ci possono essere ipotesi attendistiche o tentennamenti: gli investimenti previsti nel Protocollo della Chimica verde si devono realizzare. Siamo disponibili solo a discutere il come, non il se».É questa la posizione espressa dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Francesca Nurra, Pier Luigi Ledda e Giuseppe Maccioccu. La presa di posizione arriva dopo che il 12 novembre la sottosegretaria Alessandra Todde ha annunciato i contenuti del Bando per l’Area di Crisi Complessa di Porto Torres, pubblicato il 16 novembre dal ministero dello Svilupo economico: «Una notizia importante che segna l’inizio di un percorso che nelle finalità dovrebbe contribuire a permettere la ripresa degli investimenti per rilanciare il settore industriale nel nostro territorio». I sindacati sottolineano che «la chimica verde a Porto Torres costituisce l’elemento centrale per il rilancio del territorio nell’ottica della green new deal».Nurra, Ledda e Maccioccu affermano che «nelle affermazioni della sottosegretaria emerge la volontà di convocare l’Eni a un tavolo ministeriale, ma nonostante il richiamo all’arbitrato, l’esplicito riferimento a Matrica, Versalis e Novamont, temiamo che possa determinare una generica e indeterminata interlocuzione con Eni circa le sue reali intenzioni sullo stabilimento».Sul tema energetico, invece, i sindacati ribadiscono che alcuni nodi critici vanno sciolti subito: ad oggi non sono state ancora chiarite la questione dorsale metano e i termini della riconversione della centrale di Fiume Santo. In particolare, non si conoscono né la concreta proposta di riconversione dell’impianto, tantomeno i tempi di realizzazione. E questo perché non si sa quando e con quali modalità sarà disponibile il metano».La decarbonizzazione al 2025 resta un obiettivo che, allo stato, appare irrealizzabile. «Le condizioni espresse nel Pniec (Piano nazionale integrato per l’energia e il clima) sono molto lontane dall’essere presenti, e dunque il territorio sarà costretto a vivere per molti anni nell’incertezza – affermano Nurra, Ledda e Maccioccu – e in condizioni diverse da quelle garantite nella penisola. Riteniamo dunque utile e apprezzabile la disponibilità espressa dalla sottosegretaria, ma ribadiamo che consideriamo indispensabile che l’incontro con l’Eni si realizzi alla Presidenza del consiglio dei ministri, riproducendo il tavolo che determinò la sottoscrizione del Protocollo per la chimica verde. Infine sul tema della decarbonizzazione invitiamo il Ministero ad attenersi alle indicazioni contenute nel Pniec e a convocare urgentemente il tavolo settoriale Sardegna al quale partecipi, tra gli altri, anche Arera».

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