Meazza: «Liquami sotto viale Trento»

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Il vicesindaco: nei campioni di terreno la presenza di batteri fecali, Abbanoa intervenga o prenderemo provvedimenti di Paoletta Farina

21 Novembre 2020

SASSARI. I risultati delle analisi su campioni di terreno prelevati dal terrapieno franato di viale Trento parlano chiaro: è stata rilevata la presenza di coliformi fecali, indice di un inquinamento da liquami. E dal Comune arriva un aut aut ad Abbanoa: «Subito i lavori sulla condotta fognaria o prenderemo i provvedimenti necessari». Non ha dubbi il vicesindaco e assessore al Lavori pubblici Gianfranco Meazza dopo che da quasi due mesi Palazzo Ducale e il gestore del servizio idrico stanno eseguendo controlli con tutti i mezzi tecnologici a disposizione, e cioè sonde, robottini, strumenti per rilevare i “vuoti” sotto il manto stradale e carotaggi.Proprio da queste ultime indagini geognostiche è emersa «la presenza di una elevatissima quantità di coliformi di origine fecale che conferma ulteriormente, qualora ce ne fosse stato bisogno, la causa del cedimento e l’origine dell’acqua presente nel rilevato – afferma Mezza –. Che proviene, quindi, senza alcun dubbio, dalla condotta fognaria e non certamente dalle caditoie stradali come vorrebbe fare intendere Abbanoa». Quindi l’ultimatum : «Abbanoa – invita l’assessore – deve procedere urgentissimamente e senza indugio per consentire la prosecuzione e il regolare svolgimento delle attività finalizzate alla progettazione e per evitare l’ulteriore deterioramento e la deformazioni del rilevato e scongiurare una contaminazione dei terreni. Altrimenti, se non avremo una risposta entro pochissimi giorni, adotteremo gli opportuni provvedimenti».Nei giorni scorsi la Secured Solution srl, la società incaricata della progettazione dell’intervento di consolidamento di viale Trento che dovrà essere avviato per riparare ai danni, ha inviato al Comune un primo rapporto. Che individua nelle perdite di reflui fognari la causa del cedimento del terrapieno. La Secured Solution ha eseguito i sondaggi fino a tre metri di profondità e in punti diversi, sia in corrispondenza del massimo avvallamento del piano stradale, sia in verso viale Umberto. E in tutti i campioni prelevati il terreno era intriso di acque che possono provenire solo dalle fogne come attesta il ritrovamento di coliformi di origine fecale. La quota di tre metri raggiunta dalle trivelle è proprio quella in cui corre la condotta fognaria, già esplorata nei giorni scorsi da Abbanoa con un robottino. In quella occasione Però la società idrica non aveva rilevato perdite dalla tubatura. E un ulteriore ispezione del sottosuolo aveva accertato che due caditoie per la raccolta delle acque piovane non erano collegato a uno scarico. Abbanoa aveva quindi ipotizzato che potessero essere le caditoie responsabili dello smottamento. Ma per il vicesindaco Meazza non è così. «Interverremo anche sulle caditoie, ma adesso è Abbanoa che deve risolvere il problema».

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