È sparita la fila ma non la povertà

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Il Covid ha cambiato le modalità di aiuto ai bisognosi ma il numero degli assistiti è sempre in aumentodi Luca Fiori

20 Novembre 2020

SASSARI. La lunga fila mattutina in corso Margherita di Savoia da qualche tempo è sparita, ma la povertà e la fame sono tutt’altro che debellate. Il Covid ha cambiato anche le modalità di aiuto ai più bisognosi, ma il numero delle persone che ogni mattina tendono la mano alle associazioni di volontariato che operano in città è solo meno visibile, ma purtroppo è in costante aumento.Il polso della situazione lo tengono i volontari, quelli che ogni mattina guardano dritto negli occhi chi mette da parte l’orgoglio e bussa al cancello della Casa della Fraterna Solidarietà (la onlus fondata quindici anni fa da Aldo Meloni) per chiedere il pacco con le provviste da portare a casa. O si rivolge in via Rolando alla Caritas per avere un pasto caldo, che però a causa dei divieti non può più essere consumato all’interno della mensa.«Durante il lockdown eravamo arrivati a consegnare circa 400 pacchi al giorno – spiega Antonio Sanna, volontario di 58 anni della Casa della Fraterna Solidarietà – poi nei mesi successivi eravamo tornati ai numeri a cui eravamo abituati prima dell’emergenza, più o meno 250 pacchi giornalieri. Ora oltre a quella del virus stiamo assistendo anche a una seconda ondata di necessità – racconta il volontario – e tutte le mattine consegniamo tra i 300 e le 320 sacchetti con i generi di prima necessità».All’interno i volontari sistemano solitamente pane, pasta, pelati, latte e acqua. Ogni giorno aggiungono qualcosa di utile nel sacchetto verde che consente a tante famiglie di mettere in tavola un piatto più che dignitoso. «A seconda della disponibilità – spiega Antonio Sanna – inseriamo, tonno o carne in scatola, fagioli e verdura. Una volta ogni quindici giorni chi porta a casa il sacchetto trova anche il caffè, lo zucchero e l’olio, ma spesso distribuiamo biscotti, marmellata, croissant, yogurt, carta igienica, dentifrici, pannolini, assorbenti e rasoi». Per evitare assembramenti da qualche mese davanti al cancello dei garage dell’ex questura le regole sono cambiate. Prima dell’emergenza si creava un lunghissima fila, in attesa che alle 10 in punto comparissero i volontari con i sacchetti in mano.Oggi l’emergenza sanitaria ha ridotto anche il numero delle persone che possono dare una mano. Dei 31 volontari della onlus di corso Margherita di Savoia solo 6 o 7 ogni mattina si ritrovano al servizio dei bisognosi. La distribuzione ora inizia alle 7.30 del mattino e per un paio d’ore chi ha bisogno può avvicinarsi e bussare senza fare un solo secondo di fila. «A noi si rivolgono persone in grave difficoltà – spiega Antonio Sanna – che arrivano da tutti i quartieri. Ma ultimamente si sono presentate timidamente persone che arrivano da alcuni paesi del circondario, ma anche da Porto Torres. Non mandiamo via nessuno – conclude il volontario – chi viene a chiedere da mangiare qui sa che non andrà mai via a mani vuote».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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